Proteste
Muore in moto contro il guardrail
Il giovane conducente, 20 anni, ha perduto il controllo del mezzo dopo il passaggio a livello delle Svolte
PISTOIA. Un’uscita in moto finita in tragedia. Un pomeriggio con l’amata Ducati che aveva acquistato da un anno.Tre amici, sulla Porrettana. Uno dietro l’altro, come racconta la mamma del miglior amico di Matteo Moscagiuri, 20 anni appena. Nel tragitto verso il Signorino, la Ducati Hypermotard rossa di Matteo viaggia in mezzo alle altre due. Le separa solo qualche decina di metri. All’improvviso Matteo cade, sbanda a destra verso il guard rail, la moto resta lì, lui vola dall’altra parte della strada.
Quando i soccorritori arrivano alle Svolte è ancora vivo, ma il suo cuore va in arresto cardiaco dopo pochi secondi. A nulla serve il defibrillatore. Trasportato al Pronto soccorso del Ceppo, morirà poco dopo l’arrivo in ospedale.
L’ultimo sabato di giugno racconta l’ennesima tragedia sulla Porrettana. L’ennesimo addio a un motociclista, e solo a distanza di tre settimane dalla morte di Nicola Cappellini. Stavolta a perdere la vita è un ragazzo di appena 20 anni, che studiava alle serali dell’Iti e durante il giorno aiutava il babbo muratore.
I genitori si sono precipitati al Pronto soccorso del Ceppo. Una debole speranza li ha accompagnati durante quei lunghi minuti da quando hanno ricevuto la notizia, ma intorno alle otto la terribile conferma dell’equipe medica che aveva preso in carico il ragazzo. Il suo cuore, seppur giovane, non ha retto alla caduta e, probabilmente all’impatto con il muretto oltre il guard rail.
Ora dell’incidente, le 18. I tre amici stavano percorrendo la Porrettana in direzione del Signorino. «Aveva la moto da un anno - racconta la mamma del migliore amico - Era il suo gioiellino. Mio figlio è traumatizzato, erano così amici...».
La donna spiega che i due ragazzi non si sono accorti della caduta. «L’hanno visto sull’asfalto, poche decine di metri dopo il passaggio a livello delle Svolte». Sulle dinamiche dell’incidente sono in corso i rilievi della Polizia municipale, intervenuta coi carabinieri per bloccare il traffico, consentire le operazioni di soccorso e poi la rimozione del mezzo. Che si sia trattato di alta velocità o di una perdita di aderenza, Moscagiuri ha perso il controllo ed ha finito la sua corsa oltre il guard rail. L’amico che era dietro di lui è stato il primo a vederlo e a soccorrerlo. Nessun automobilista è transitato in quel momento, anche se dopo in tanti si sono fermati, per prestare aiuto o per curiosità. All’arrivo dei soccorritori (sul posto è stata inviata un’ambulanza della Misericordia della Porrettana) Matteo era ancora vivo, e semicosciente. Poi il suo cuore è andato in arresto, proprio mentre raggiungeva le Svolte l’automedica del 118 da Pistoia. Il medico ha attaccato il defibrillatore, ma il ragazzo non ha mai dato segni di ripresa. È stato trasportato al Ceppo in fin di vita, e dichiarato morto intorno alle otto di sera. La via Bolognese è rimasta interrotta al traffico per oltre un’ora, e ora più che mai si fanno attuali le riflessioni e le polemiche dei residenti sulla pericolosità della strada che porta al Passo della Collina.
Matteo Moscagiuri viveva in via Vecchio Oliveto, tra il villaggio Belvedere e via di Valdibrana. Giocava a calcio (ha fatto parte della squadra dei giovanissimi della Breda calcio). Sul suo profilo Facebook campeggia però la foto di Marco Simoncelli, il campione di moto morto alcuni mesi fa in pista. Un amico, appena pochi minuti dopo la sua morte, lascia un messaggio pieno di rabbia e rimpianto. Non sarà l’ultimo.
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