La manifestazione
«Publiacqua ha ignorato il referendum»
Da Confconsumatori e comitato parte un esposto alla Procura: «Quel 7% sulla bolletta è illegittimo»
PISTOIA. Consumatori e cittadini presentano un esposto in Procura contro le "bollette salate" di Publiacqua per non aver rispettato il referendum abrogativo dello scorso anno.
Confconsumatori e Comitato per l'acqua bene comune di Pistoia, insieme all'avvocato Alessandro Fagni, hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica della città ipotizzando a carico del presidente di Publiacqua Erasmo De Angelis, del consiglio d'amministrazione della stessa società e dei vertici dell'Ato 3, i reati di truffa, appropriazione indebita, frode e inadempimento in pubblica fornitura.
Motivo? Non aver rispettato l'esito del referendum del giugno 2011 che cancellava la possibilità per le aziende che gestiscono il servizio idrico di caricare in bolletta un 7% supplementare come "remunerazione del capitale investito" per determinare la tariffa dell'acqua da spedire agli utenti.
«Anzi, hanno fatto di peggio – commenta la portavoce del Comitato Acqua bene comune Rosanna Crocini – Perché Publiacqua e altre società che gestiscono il servizio idrico non solo non hanno tolto dal conto della bolletta quel 7%, violando l'esito referendario condiviso da 26 milioni di italiani, ma anzi l'hanno quasi raddoppiato, caricando sulla bolletta di cittadini e famiglie il 13,02%».
L'esposto in Procura è però solo il primo passo di questa lotta di (dis)obbedienza civile che consumatori e cittadini pistoiesi stanno portando avanti.
«L'esposto presentato alla Procura di Pistoia ha l'obiettivo di informare la magistratura sulla condotta che dirigenti di Publiacqua e dell'Ato3 stanno tenendo – spiega l'avvocato Alessandro Fagni – Continuando ad addebitare in bolletta un corrispettivo che non è dovuto, essendo stato abrogato dal referendum. Per il presidente e il consiglio d'amministrazione di Publiacqua e Ato3, in quanto persone con funzioni decisionali all'interno delle società, vengono ipotizzati i reati di truffa, appropriazione indebita, frode e inadempimento di pubblica fornitura: questo per quanto riguarda la parte con rilevanza penale. Ci riserviamo comunque di intraprendere anche ulteriori azioni di carattere civile».
Molti cittadini aderenti a Confconsumatori e Comitato per l'acqua, dopo aver inviato una lettera di protesta a Publiacqua, hanno scelto di auto-ridursi la bolletta del 13%, corrispettivo della somma ritenuta illegittima: «Da Publiacqua arrivano solo risposte pretestuose e contraddittorie – conclude il Comitato – Sostengono che non possono togliere quel 13% perché stanno aspettando che l'agenzia nazionale disponga le nuove tariffe, altre volte invece dicono che non posso farlo a causa di un vuoto normativo. La realtà è che non hanno rispettato il referendum e che ci stanno facendo pagare ciò che non è dovuto».
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