Il Tirreno

Pistoia

Pistoiambiente, attesa la sentenza sul risarcimento

di Beatrice Faragli

Martedì l’udienza per l’esame della sospensione degli atti impugnati dal gestore della discarica del Cassero

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CANTAGRILLO. La svolta nel contenzioso tra la Provincia di Pistoia e la società Pistoiambiente, aperto nell’ambito del procedimento di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), potrebbe arrivare martedì, giorno in cui è fissata l’udienza per l’esame della sospensione degli atti provinciali impugnati dal gestore della discarica del Cassero.

In ballo c’è un risarcimento danni da 6 milioni di euro chiesto da Pistoiambiente a Provincia di Pistoia, Comune di Serravalle Pistoiese, Asl e Arpat per il mancato accoglimento delle istanze avanzate dalla società nell’aprile 2011. L’ammontare della somma è stato reso noto dall’amministrazione serravallina in assemblea comunale. Secondo il giudizio dell’avvocatura provinciale, che per la prima volta si esprime pubblicamente sulla questione, «non è stata fornita alcuna prova del preteso danno subìto».

Per lo staff di esperti quindi, gli enti chiamati in causa dal gestore della discarica avrebbero le spalle copertissime. L’ultima parola tuttavia spetta al Tar. Il pronunciamento sulla richiesta milionaria è atteso nel mese di luglio. Già martedì invece il tribunale potrebbe emettere giudizio sulla sospensione del provvedimento provinciale chiesta da Pistoiambiente. L’atto impugnato dal gestore dell’impianto ha decretato la bocciatura definitiva – firmata dalla Provincia di Pistoia in accordo con il Comune serravallino, l’Asl e l’Arpat nel marzo scorso- di alcune delle richieste avanzate dalla società in sede di riesame Aia.

Da una parte c’è la srl alla guida della discarica che avrebbe voluto vedersi riconoscere l’innalzamento di specifici parametri di accettabilità dei rifiuti speciali pericolosi - «parametri “Doc” e “Toc”, che, in estrema sintesi, esprimono la maggiore o minore biodegradabilità di una sostanza» informano dal palazzo di piazza San Leone – per intercettare quella spazzatura attualmente dirottata altrove, là dove è ammesso il conferimento.

Dall’altra c’è la Provincia che, in sede di Conferenza dei servizi (quindi insieme a Comune di Serravalle, Asl e Arpat), ha bocciato le richieste di Pistoiambiente «a seguito – precisano dall’avvocatura - di una complessa procedura di valutazione. Nel corso degli incontri tenuti per l’esame della richiesta vi è stata un’approfondita valutazione di tutti gli aspetti ambientali ad essa collegati». Quello provinciale è un “no” che potrebbe valere 6 milioni di euro. «Il contenzioso – concludono gli esperti del servizio - si è articolato in due distinti giudizi promossi davanti al Tar della Toscana: uno avverso i verbali delle riunioni della Conferenza, l’altro avverso l’ordinanza conclusiva del procedimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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