La manifestazione
Discariche e fogna a cielo aperto
In via Nannini a Sant’Agostino tre ditte costrette a lavorare in mezzo al degrado totale
PISTOIA. Lavorare fra una savana in miniatura, una fogna a cielo aperto e una discarica abusiva. Non è il racconto di un viaggio di Gulliver ma l’esperienza quotidiana di Alberto Priami, che da quasi tre anni opera con la sua azienda di informatica e software, Aqubo Srl, in via Mario Nannini nella zona di Sant’Agostino. Lo scenario che ogni giorno si apre davanti ai suoi occhi, così come ai lavoratori delle altre tre ditte (Mondo-Informatico, Cabel e Securitas) che occupano l’immobile situato in fondo alla via, è quanto meno allarmante. La piazzola dove vengono parcheggiate le macchine è un pezzo di terreno che termina a strapiombo su di un canale fognario senza copertura, alto circa 2 metri, che solo per un lato (il lato opposto alle macchine) è delimitato da una transenna di sicurezza. Poco più in là, in un’altra piazzola, si trovano mucchi di rifiuti ammassati, tra cui spuntano anche due lamine di eternit imballate. «I rifiuti – racconta lo stesso Priami – vengono scaricati anche in pieno giorno. Io pago ogni anno la spazzatura, il camion non arriva nemmeno davanti al nostro edificio, ma vorrei che, almeno, qualcuno venisse a risolvere questa situazione». La zona, come raccontano altri lavoratori, fino a tre anni fa veniva pulita regolarmente ma alcune cose non sono mai cambiate, come il camioncino abbandonato, completamente distrutto, che da tempo immemore ostruisce il piccolo sottopassaggio della ferrovia che collega il fondo della strada ai vicini vivai. «Giovedì – racconta ancora Priami – ho chiamato i vigili perché, uscendo dal lavoro, mi son trovato davanti ad un lago maleodorante causato, secondo gli impiegati di Publiambiente, dall’ostruzione della fogna. Ogni tanto, guardando il rigagnolo degli scarichi, vedo delle sostanze bianche come il latte che non voglio immaginare da dove arrivino».
Nonostante le ripetute segnalazioni alla Polizia municipale e alla stessa Publiambiente, la situazione non è mai cambiata negli ultimi tre anni. «Una volta hanno mandato un camion per levare televisori ed elettrodomestici ma hanno lasciato l’eternit lì dov’era, dicendo che non potevano toccare niente perché non sapevano se ci fosse l’amianto all’interno. Capisco che non sia una zona centrale della città ma qui ci lavorano tante persone tutti i giorni. Sicuramente se tieni pulito e togli la discarica probabilmente nessuno verrà più qui a scaricare l’immondizia». In assenza di una manutenzione regolare, la vegetazione ha ormai inglobato buona parte degli spazi esterni della zona, a partire dal marciapiede che gira intorno all’edificio, ormai quasi impercorribile a causa dei canneti e alle erbacce che ne ostruiscono il passaggio, fino alle piante cresciute sul bordo del canale fognario che coprono il limite dello spazio utilizzabile per parcheggiare la macchina (di notte è praticamente impossibile distinguere la fine della piazzola dall’inizio del canale). «Lunedì invierò una raccomandata tramite avvocato alla Asl, all’Arpat, a Publiambiente e alla Procura presso il Tribunale».
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