Sicurezza
«Banche, basta con la stretta sul credito»
Confcommercio, il presidente Morandi bacchetta gli istituti finanziari e si appella alla nuova giunta: «Ci dia i servizi»
PISTOIA. Ricostruire un rapporto "fiduciario" con le banche del territorio e con le istituzioni, per programmare un nuovo piano di infrastrutture e di servizi pubblici che rispondano alle reali esigenze delle imprese.
Ipotizzare la nascita di un ente di regia unica che sintetizzi tutti gli attori provinciali. Creare un "patto dal basso", con l'aiuto delle parti sociali, per superare gli endemici particolarismi pistoiesi che frenano lo sviluppo. Partendo da un punto fermo: la valorizzazione del patrimonio imprenditoriale, commerciale e culturale pistoiese. Lo scenario economico però non aiuta: secondo Unioncamere solo l'1,5% delle imprese ha reali possibilità di crescita.
Questa la ricetta per uscire dalla crisi e rilanciare le eccellenze territoriali e l'identità imprenditoriale della città secondo il presidente di Confcommercio Pistoia Stefano Morandi, che ha parlato all'annuale assemblea dell'associazione all'auditorium della biblioteca San Giorgio. Ad animare la tavola rotonda sul tema "Pistoia fra innovazione istituzionale e prospettive di rilancio economico" anche il presidente di Confcommercio nazionale Carlo Sangalli e la presidente della Provincia Federica Fratoni.
«Gli ultimi cinque anni sono stati particolarmente difficili per le nostre imprese - spiega Morandi - Per le aziende manifatturiere e vivaistiche in special modo. Abbiamo pagato il prezzo di una crisi profonda che ha spedito il Paese in recessione e ha investito tutti i nostri settori produttivi, facendo aumentare la disoccupazione e togliendo capacità di spesa alle famiglie. Su questo nero sfondo economico si accompagna un periodo politico altrettanto complesso: ci troviamo infatti nel pieno di un dibattito che porterà a ridisegnare l'assetto delle Province e delle Aree metropolitane, chiamate e rideterminare i propri ruoli e dimensioni».
Nonostante l'incertezza parlamentare sul futuro delle Province, il presidente di Confcommercio Pistoia punta proprio su un nuovo rapporto con le istituzioni per uscire dal pantano della crisi e riconsegnare alla città un futuro di sviluppo, aspettandosi dall'amministrazione Bertinelli anche decisioni in discontinuità con la precedente giunta: «È irrimandabile ogni iniziativa che tenda a ridurre e qualificare la spesa pubblica - afferma Morandi - Così come la programmazione di infrastrutture e servizi pubblici che rispondano meglio alle esigenze delle imprese. Siamo convinti che occorra affrontare questa svolta epocale su due rotte parallele: gli imprenditori devono essere bravi a cavalcare questa evoluzione, non subendola; la politica torni a una vera e fattiva partecipazione, per evitare una sintesi "a freddo" nei palazzi istituzionali che avrebbe ricadute negative per tutti».
Un "appello" il numero uno di Confcommercio lo lancia anche alle banche del territorio, chiedendo una «assunzione di responsabilità e un rinnovato rapporto di collaborazione e fiducia" con le imprese, perché l'accesso al credito è diventato impossibile e senza una revisione di questi comportamenti non ci sarà ripresa economica».
La risalita comincia da una consapevolezza: il grande valore delle eccellenze pistoiesi, dal turismo al manifatturiero, dal vivaismo ai piccoli poli artigianali. «Dobbiamo essere consci delle nostre ricchezze e chiarire su quali settori vogliamo puntare per valorizzare il nostro patrimonio - conclude Morandi - Noi imprenditori ogni giorno lottiamo per tenere aperte le nostre imprese, e nonostante le difficoltà uno sguardo positivo al futuro è d'obbligo: per rendere le nostra economia più forte e competitiva però c'è bisogno anche di una nuova entità istituzionale di regia unica che sappia allargare la propria visione a scenari più vasti di quelli locali».
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