Sicurezza
Sentenza attesa non prima dell’autunno
Il 23 ottobre l’udienza sulla richiesta di archiviazione da parte del pm per l’ex sindaco Berti
PISTOIA. Bambini costretti a mangiare dopo essere stati afferrati per i capelli e sbattuti con la nuca sulla spalliera del seggiolone. Un altro bambino obbligato a mangiare quello che aveva appena vomitato, bambini a cui veniva aperta a bocca la forza per poi essere costretti a deglutire con un bavaglino premuto sul volto, altri presi a botte o a schiaffi perché obbedissero agli ordini.
Le violenze ai 46 bambini del Cip Ciop , immortalate dalle telecamere spia della polizia, hanno sconvolto una città. Anna Laura Scuderi, titolare dell’asilo, ed Elena Pesce, vengono arrestate il 2 dicemnre 2009. Il caso esplode a livello nazionale, con la diffusione dei video delle violenze.
Solo due giorni dopo il sindaco annuncia che il Comune si costituirà parte civile. Il 15 dicembre l’inchiesta viene trasferita a Genova: il figlio di uno dei magistrati della procura di Pistoia ha infatti frequentato il nido.
Il processo, celebrato con rito abbreviato, prende il via il 20 maggio 2010. Il tribunale dispone le perizie sui bimbi. Nel dicembre dello stesso anno nasce “La via dei colori”, associazione che vede riunite diverse famiglie di bambini vittime delle violenze al Cip Ciop.
Ed è proprio in seguito alla denuncia di un gruppo di genitori che il sindaco Berti, il 6 dicembre, viene iscritto nel registro degli indagati della procura di Genova per omessa denuncia. Pochi giorni dopo, nove famiglie chiedono al Comune una transizione per il risarcimento dei danni.
Nell’aprile del 2011 i consulenti incaricati delle perizie sui bimbi, il professor Paolo Cornaglia Ferraris e la dottoressa Susanna Mazzucchelli, depositano i risultati: su 15 bambini sono state riscontrate lesioni psichiche gravi. Impossibile, dicono i due, che il resto del personale non sapesse niente.
La posizione delle maestre si fa più grave. A settembre il pm Franz modifica il capo d’imputazione: Scuderi e Pesce non dovranno più rispondere solo di maltrattamenti, ma anche di lesioni gravi.
Per i genitori c’erano tutte le possibilità di chiedere anche le lesioni gravissime.
A febbraio del 2012 altre due richieste di rinvio a giudizio: per Sandra Bompani, la cuoca, e Donatella Giovannini, funzionaria responsabile dell’Unità operativa asili nido del Comune. Pesanti le accuse nei confronti della Giovannini: abuso di ufficio, omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale, maltrattamenti in concorso. Accusata “solo” dell’ultimo reato Sandra Bompani.
Di aprile la notizia che il Comune, nel processo che probabilmente scaturirà dall’udienza preliminare fissata per il nuovo filone d’indagini, comparirà in veste di responsabile civile. Essendo la Giovannini dipendente dell’ente locale, le parti offese hanno chiamato quest’ultima in causa in vista di un eventuale risarcimento dei danni.
Il 10 maggio la requisitoria del pm Franz: con lo sconto di un terzo di pena per il rito abbreviato vengono chiesti 8 anni per la Scuderi e 6 per la Pesce.
Il 31 maggio primo round dell’udienza preliminare davanti al Gup per Bompani e Giovannini. L’avvocato Cecilia Turco, legale del Comune, chiede e ottiene che le parti civili (una decina) siano ammesse al processo solo per i reati di maltrattamento e non di abuso d’uffico. L’udienza è poi aggiornata al 20 luglio.
Ieri la difesa delle due maestre. La sentenza è prevista in autunno. Rinviata al 23 ottobre anche l’udienza sulla richiesta di archiviazione da parte del pm per l’ex sindaco Berti. (t.g.)
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