Il Tirreno

Pistoia

«Concorrenza sleale» Bar e ristoranti attaccano i circoli

di Elisa Valentini
«Concorrenza sleale» Bar e ristoranti attaccano i circoli

Confcommercio: «Le regole ci sono, ma spesso sono violate» Gaggini, sindaco di Piteglio: «Non sono uno sceriffo»

3 MINUTI DI LETTURA





SAN MARCELLO. Non si è parlato solo di sagre e fiere nell’assemblea organizzata martedì da Fipe-Confcommercio con gli amministratori e gli operatori del settore ristorativo e della somministrazione.

Fra gli aspetti toccati, due i più incandescenti in montagna: i circoli e gli agriturismi, attività legittime che tuttavia rischiano – secondo Confcommercio – di soffocare ristoranti e bar se non esercitate nel rispetto dei paletti previsti dalla legge.

«Certi fenomeni spontanei, come fiere e sagre, stanno dilagando in maniera incontrollata – ha spiegato Aldo Cursano, presidente Fipe-Confcommercio Toscana – non vogliamo sopprimerle, sono importanti se mirano alla valorizzazione del territorio, del prodotto certificato e dei loro valori. Sempre più spesso, però, l’unico obiettivo è di ottenere agevolazioni fiscali per organizzare solo una o due rassegne nei periodi di alta stagione allo scopo di fare cassa. Uno strumento per aggirare la legge, non per valorizzare il territorio, a danno della collettività».

«Un problema sociale di cui le amministrazioni devono farsi carico – ha aggiunto Gianni Picchi, responsabile area sindacale di Confcommercio – ne va del rispetto del prodotto tipico, dell’identità del territorio col suo sistema economico. Regole uguali per tutti è l’obiettivo da perseguire nella imminente riforma del codice del commercio regionale. Le sagre non devono banalizzare certi valori e penalizzare bar e ristoranti che, aperti tutto l’anno, svolgono un vero servizio di socialità».

Chiamati in causa anche i circoli. «Apprezzo la presenza degli amministratori – ha sottolineato Marco Antraciti, responsabile di Confcommercio Montagna pistoiese– anche se le regole ci sono, spesso sono disattese. Tabelloni dei gelati e insegne bar affisse all’esterno e attività aperte ai non iscritti nei circoli sforano nella concorrenza sleale». Un nervo scoperto che ha acceso un caldo dibattito fra sindaci e ristoratori. «In diversi paesi della montagna vi sono circoli che si comportano come bar e ristoranti – è intervenuto un ristoratore di Piteglio – dove si organizzano addirittura pranzi di matrimonio. Non ho mai assistito a controlli dei vigili urbani».

«Indosso il cappello di sindaco – ha risposto il sindaco Claudio Gaggini – ma non sono uno sceriffo. Ci vuole una legge chiara in materia. Se gli enti a noi sovraordinati emanano norme da interpretare, è difficile per un sindaco fare chiarezza sul proprio territorio. Circoli e sagre sono sempre esistiti, in tempi di vacche grasse c’era lavoro per tutti. Ora che il calo demografico mette in crisi tutte le attività del territorio si pensa ad affrontare il problema».

«Mi trovo in difficoltà – ha esordito il sindaco Cormio – i nostri territori sono poveri di svaghi per i giovani. Occorrono regole uguali per tutti. È anche vero che a malincuore si mortificano certe iniziative intraprese dai pochi giovani desiderosi di animare il loro paese».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa