Sicurezza
Ceccarelli: «Il debito ha spaventato tutti»
Il presidente dimissionario spiega i motivi della scelta e confida nel Comune unico
MARCELLO. Con la fine della Comunità Montana Alto Appennino Pistoiese, da oggi la giunta dei sindaci e i loro consiglieri attendono solamente il commissariamento dell'ente che spetterà di diritto al presidente della Provincia Federica Fratoni. «Non si farà più l'Unione dei Comuni assieme alla Comunità Montana – commenta l’ormai ex presidente Carluccio Ceccarelli – in carica da solo un anno e pochi mesi. Il commissario può arrivare anche entro 10-15 giorni dalla morte giuridica dell'ente, ma molto dipende da come ha intenzione di agire la giunta regionale, che abbiamo informato di questa nostra decisione, cioè di non procedere all'Unione dei Comuni tramite la Comunità Montana. Uno dei motivi della decisione risiede nel fatto che l'ente ha un debito di oltre 250 mila euro e nessun Comune ha intenzione di accollarselo, cosa che fu anche detta dal sindaco di San Marcello Cormio durante il consiglio pubblico di venerdi sera. Non si procede anche perché la normativa è in continua evoluzione, a questo punto meglio puntare al Comune Unico.
«In molti mi chiedono – conclude Ceccarelli – che farà adesso l'ente comunitario. Tutti i consiglieri, la giunta dei sindaci e il presidente rimarranno in carica fino all'arrivo del commissario, se non arriva in tempi brevi la normale vita dell'ente procede con altri consigli e altre giunte. Certamente in questa fase la giunta dei sindaci non farà scelte importanti, ma solamente la normale amministrazione. Rimane in carica anche Luca Eller, il super esperto incaricato di scoprire la reale quantità dell'ammanco, fino al commissariamento dell'ente».
Pochissime in questa fase cruciale per la montagna pistoiese, le reazioni politiche. Anche venerdì sera sono stati pochi gli interventi a difesa dell'ente, che in pratica delega ad altri il proprio destino. Il segretario della funzione pubblica Cgil Silvia Biagini parlò di «silenzio assordante della politica».
Chi invece ha voglia ancora di parlare è il segretario di Rifondazione Comunista Luisa Soldati: «In questa vicenda nessun colpevole, il finale era scritto come in tutte le altre storie e grazie all'inerzia dei sindaci siamo arrivati a perdere tutte le deleghe e i fondi per lo sviluppo che adesso perderà la montagna pistoiese tutta».
Alessandro Sisi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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