Sicurezza
Addio a Baccellini si battè contro l’amianto killer
Operaio Breda da 16 anni malato di tumore al polmone è stato un portabandiera dei riconoscimenti previdenziali
PISTOIA. Doriano ha cominciato a morire quel 1º giugno di otto anni fa, quando fu pronunciata la prima sentenza per i morti d’amianto alla Breda, che mandava assolti gli imputati. Con un amaro sorriso, commentò «Mi aspettavo questa assoluzione, sono rimasto male, ma in Italia non c’ è da meravigliarsi».
Ieri notte Doriano Baccellini, 79 anni, da sedici ammalato di tumore al polmone, ha finito di lottare contro la sua terribile malattia. Se n’è andato nella notte, in una struttura specializzata di San Marcello dove da tempo era ricoverato per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute.
Conosciutissimo in città, Doriano Baccellini è stato uno dei portabandiera della lotta dei pensionati Breda per i riconoscimenti previdenziali a favore di chi per anni ha respirato amianto, prima nella vecchia fabbrica San Giorgio e poi, dal 1972, nella nuova Breda.
Alla San Giorgio Baccellini era entrato dopo la guerra, lavorando come saldocarpentiere e poi come verniciatore. Anche lui si trovò esposto alle grandi quantità di amianto che allora veniva usato come isolante nelle carrozze dei treni, a Pistoia come nelle altre fabbriche di materiale ferroviario.
Alla fine degli anni Ottanta andò in pensione e pochi anni dopo, intorno al 1995, la sua malattia ai polmoni fu scoperta e l’ex operaio subì la sua prima operazione chirurgica. Proprio in quello stesso anno la magistratura – su esposto della Fiom e di alcuni lav oratori di via Ciliegiole – iniziò ad occuparsi dei malati e dei morti per amianto alla Breda.
Per Baccellini, che in fabbrica era stato impegnato nei sindacati e membro del consiglio di fabbrica, fu una battaglia a cui consacrare tempo ed energie. E quando l’inchiesta sfociò in un processo contro un gruppo di dirigenti Breda, Baccellini non si perse un’udienza. Anche perché delle 18 parti civili di quel processo, lui era l’unico ex operaio in vita: per gli altri suoi compagni si erano costituiti i parenti. Proprio per questo fu grande la delusione alla lettura della sentenza che assolveva gli imputati.
«Era un uomo modesto ma battagliero – lo ricorda Marco Vettori, che della lotta degli esposti all’amianto fu leader – vissuto con un’etica personale profonda. Prima venivano gli altri, poi lui. Mi è stato maestro ed io sono orgoglioso di averlo conosciuto».
Come la gran parte degli ex operai Breda deceduti per malattie correlabili all’amianto, la procura disporrà probabilmente l’autopsia: subito dopo sarà fissato il funerale.
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