Il Tirreno

Pistoia

Imprese, filiere e reti per tornare a crescere

di Luca Giuntini
Imprese, filiere e reti per tornare a crescere

Il presidente Oriana: «L’area metropolitana può favorire lo sviluppo, ma intanto le banche devono assicurare un vero sostegno alle aziende»

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Filiere produttive che contano sull’intraprendenza degli imprenditori, ma anche sul sostegno delle istituzioni; allargamento delle politiche industriali all’area metropolitana; reale apertura da parte delle banche che non possono subordinare la concessione di finanziamenti a mere valutazioni sul rating anche per aziende essenziali per il territorio.

È questa la ricetta per uscire dalla crisi secondo il presidente provinciale dell’Assindustria, Giuseppe Oriana, che ha parlato a nome di tanti imprenditori all’assemblea annuale.

«È vero, abbiamo una forte diversificazione delle tipologie produttive, basti pensare al vivaismo e all’agroalimentare, all’industria dei treni e a quella del turismo; ciò non toglie però che questi comparti siano caratterizzati prevalentemente da aziende di dimensione troppo piccola – ha spiegato Oriana –. Se è vero quindi che questa diversificazione produttiva rappresenta una peculiarità delle nostre aziende, e in generale una grande arma di difesa contro la crisi, è altrettanto vero che il modello del tradizionale distretto è andato in fumo: creare delle reti d’impresa diventa quindi una scelta fondamentale per il nostro sviluppo».

Il sostegno alle filiere produttive è un tema che il presidente di Confindustria ha ribadito anche confidando nella nascita di una “città metropolitana”, un’area nel cuore della Toscana che possa rappresentare un volano di sviluppo e crescita per l’intera Regione, dove realtà imprenditoriali diverse per capacità e dimensione, possano trovare un reale vantaggio competitivo, se guidate da un’efficace semplificazione amministrativa e da un piano delle infrastrutture e dei servizi.

«Altro tema importante è stato quello del credito: Oriana ha lanciato una sorta di “appello” alle banche del territorio affinché accordino maggiore fiducia alle aziende e ha illustrato l’idea di presentare al presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi uno studio accurato sullo stato del credito a Pistoia.

«Molto spesso gli istituti valutano le imprese senza tenere conto di quello che rappresentano per il territorio – ha affermato il presidente –. Non intendo accodarmi a quelli che si lamentano perché sono consapevole di quanto sia difficile fare banca oggi, ma le nostre imprese, siano esse piccole medie o grandi, devono essere sostenute nella loro attività di crescita e non abbandonate a causa di valutazione di mero “rating”. Se, al di là del blasone, le banche sono davvero “banche del territorio”, allora devono muoversi sul territorio con reale spirito di vicinanza alle imprese».

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