Il Tirreno

Pistoia

Montale, Imu prima casa al 5,6 per mille

di Beatrice Faragli
Montale, Imu prima casa al 5,6 per mille

La scelta, spiega l’assessore Risaliti, per non ritoccare l’Irpef. Per i negozi imposta fissata al 9,6 per mille

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MONTALE. A Montale aliquota Imu del 5,6 per mille sulla prima casa. Anche per negozi e botteghe le quote sfiorano il tetto massimo. Dopo i numeri stabiliti dal governo per il pagamento della rata di giugno, la palla è passata agli enti comunali che si sono mossi all’interno di una doppia forbice (dal 2 al 6 sulle prime case e dal 4,6 al 10,6 sul resto) in vista del conguaglio di dicembre.

Per le prime abitazioni Agliana e Pistoia hanno deciso un 4 per mille e Quarrata ha annunciato un 4,5. Montale invece alza il tiro con un 5,6. Per tutto ciò che non è prima casa l’amministrazione ha stabilito l’aliquota massima del 10,6 per mille prevedendo tuttavia una serie di agevolazioni. Sulle abitazioni affittate a canone concordato i punti scendono al 6,80 (allo Stato va una quota pari al 3,80 e al Comune resta il 3), mentre su quelle a canone di libero mercato a 9,80.

Per gli immobili concessi in uso gratuito dal padre al figlio e viceversa (parenti in linea retta fino al primo grado) - si tratta di una casistica frequente che sfiora i 600 casi a Montale - l’aliquota è del 6,8 per mille, da fratello a fratello è invece del 9,80. Sono previste agevolazioni anche per anziani e disabili residenti in modo permanente in istituti di ricovero e sanitari (ovviamente se la casa resta sfitta) e per le abitazioni principali di cittadini italiani che risiedono all’estero.

«Aliquota agevolata», spiega la Risaliti, anche per negozi e botteghe che si assesta su un 9,6 per mille. “Agevolata”, lo ricordiamo, rispetto al 10,6 scelto come base dalla giunta di centrodestra. Tra le molte “eccezioni” previste dal governo locale, c’è poi quella per gli imprenditori e i professionisti che decidono di aprir bottega a Montale con l’aliquota ferma alla soglia minima del 4,60 per mille nei primi 2 anni. Le quote scendono di un punto - dal 10,60 al 9,60 - anche per le aree edificabili di Stazione a rischio idraulico su cui, dopo la legge finanziaria 2012 della Regione Toscana, l’intervento edificatorio risulta inattuabile. Su tutto il resto, è il caso ad esempio dei capannoni industriali, l’aliquota è del 10,6.

L’amministrazione ha inoltre alzato da 200 a 300 euro le detrazioni previste per i nuclei familiari con disabili gravi e per i giovani under 35 (validità per un massimo di 3 anni). «Le entrate costruite sull’Imu – precisa il vicesindaco – devono essere lette alla luce di un’addizionale Irpef invariata allo 0,5. La decisione di non toccarla, a differenza di quanto fatto da altre amministrazioni (Pistoia, ad esempio, l’ha alzata alla soglia massima dell’ 0,8%, ndr), è stata presa per non incidere in maniera indiscriminata su tutti, soprattutto sulle fasce più disagiate. Un eventuale aumento – ricorda -avrebbe portato dai 300 ai 400 mila euro di maggiori entrate».

L’amministrazione ha deciso invece di far quadrare i conti attraverso l’Imu anche se l’incertezza sui trasferimenti statali resta massima. «Per la maggior parte delle abitazioni “standard” presenti a Montale l’imposta viene azzerata, o quasi, dalle detrazioni previste (50 euro a figlio sotto i 26 anni, ndr). L’Ici – ricorda infine – era al 5,8 per mille». Le aliquote lunedì sera saranno portate in consiglio per l’approvazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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