Sicurezza
Turismo, ente unico per il vero rilancio
Gli imprenditori chiedono sinergie per individuare eventi di grande richiamo e calendarizzarli in un’ottica provinciale, promuovendoli con largo anticipo
PISTOIA. Se imprenditori del turismo e amministratori dell’intera provincia riusciranno davvero a istituire la rete, il sistema sinergico capace di individuare eventi di grande qualità, calendarizzarli e promuoverli con grande anticipo, alberghi, negozi e aziende possono davvero essere in grado di crescere e assicurare ricchezza e nuova occupazione alla città.
È questo in sintesi il quadro uscito dal forum organizzato da Il Tirreno e dalla Associazione Industriali sui problemi e le potenzialità della risorsa turismo.
Indicazioni precise emergono intanto dall’analisi dei dati dell’osservatorio provinciale sul movimento turistico a Pistoia: i turisti preferiscono l’area della Valdinievole, esitando a scollinare nel Pistoiese.
Investire sul turismo resta comunque strategico, anche a Pistoia, perché il comparto rappresenta uno dei pochi settori meno in difficoltà di altri (si pensi al manifatturiero o all’edilizia). E ci sono più spazi di manovra per attuare idee e programmazioni concrete e affermarsi sempre più come un volano determinante per aiutare tutto il comparto produttivo e commerciale a risollevarsi.
Lo sa bene Riccardo Chelucci, neo presidente di Confindustria Turismo, una lunga carriera di albergatore alle spalle, che torna a chiedere a gran voce la creazione di un unico sogetto in grado di coordinare tutti gli attori in gioco, enti locali, associazioni di categoria, imprese, fondazioni bancarie, per superare il frazionamento di competenze che sta ingessando il settore turismo a Pistoia:
«Mi sembra l’unica strada percorribile se vogliamo recuperare terreno – afferma Chelucci –. Soprattutto alla luce della chiusura delle Apt e alla prossima scomparsa delle Province che hanno di fatto tolto e toglieranno ulteriore ossigeno alle politiche di promozione del territorio. Serve un ente capace di coordinare tutti gli attori sulla scena, tornando ad assicurare la programmazione della promozione turistica e culturale di Pistoia».
Un obiettivo sul quale concorda il neo assessore al turismo del Comune, Tina Nuti: «La nascita di uno strumento unico di programmazione che tiri le fila e coordini tutti gli altri è un’idea prevista nel programma di mandato dell’amministrazione – spiega Nuti –. Sarebbe la soluzione migliore per superare le endemiche logiche di particolarismo presenti a Pistoia».
Una necessità comune che trova intesa anche su quelli che dovranno essere i punti dai quali partire per incrementare la promozione: calendarizzare gli eventi in maniera più puntuale con una contestuale programmazione in largo anticipo; concentrare risorse e sforzi su grandi eventi di qualità per incrementare le ricadute positive sul tessuto commerciale e produttivo cittadino e parallelamente diminuire la dispersione dei contributi economici; sfruttare le potenzialità dei grandi contenitori pubblici finora inutilizzati come la Fortezza Santa Barbara e il Convento di San Lorenzo, e ricollocare il mercato antiquario, ospitato al momento all’interno della Cattedrale della Breda; mettere in rete tutte le peculiarità del territorio, dalla gastronomia all’arte topiaria dei vivai, per creare occasioni di promozione diversificate e di qualità.
«Le risorse economiche sono sempre meno, ragione in più per concentrare gli sforzi su grandi eventi di qualità, evitando dispersioni inutili – afferma Chelucci –. Anche perché sono gli eventi di grande dimensione ad attrarre più turisti e ad avere maggiori ricadute sul tessuto produttivo. Crederci significa programmarli in largo anticipo, per promuoverli al meglio, e sempre nello stesso periodo dell’anno, così da fidelizzare i turisti».
Puntare sul patrimonio storico-artistico della città, sull’appeal internazionale delle realtà vivaistiche, sull’enogastronomia per attrarre turisti significa anche valorizzare al meglio i “contenitori” che già abbiamo, come la nuova Cattedrale che ospita il mercato antiquario:
«L’amministrazione ha già deliberato una semplificazione di utilizzo degli spazi della Cattedrale per agevolarne la concessione – conclude l’assessore Nuti – Dobbiamo comunque lavorare per aumentare il livello qualitativo dell’offerta: a partire dal confronto con gli operatori del mercato antiquario per ripensare una collocazione della mostra che porti benefici a tutta la città e al centro storico».
L’assessore non si sbilancia: ma sembra che l’amministrazione Bertinelli punti a fare di piazza Duomo la nuova sede del mercato antiquario.
(servizi acura
di Marco Innocenti)
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