Il Tirreno

Pistoia

I sindaci alla Regione: lasciate stare il Pacini

Lettera unitaria dei primi cittadini montani che chiedono garanzie sul futuro dell’ospedale

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SAN MARCELLO. Continua la battaglia del Comune di San Marcello e degli altri centri della montagna in difesa dell’ospedale di San Marcello.

Il sindaco Silvia Maria Cormio ha inviato ieri alcuni emendamenti alla proposta di delibera della Regione sul “Piano sanitario e Sociale Integrato 2012 – 2015” , proposta che attualmente è in discussione.

«Si tratta in particolare – spiega una nota dell’amministrazione comunale – di modifiche dirette alla salvaguardia dell’ospedale di San Marcello , non soltanto ritenuto centro sanitario di riferimento del comprensorio montano ma come elemento di attrazione nei confronti della popolazione riferibile alle rete ospedaliera, grazie a specifiche peculiarità organizzative. Occorre precisare che si tratta di emendamenti che si collocano in piena sintonia con i principi fondamentali delineati sia dalla legislazione in materia (legge regionale 40/2005) che dal costruendo piano socio sanitario regionale triennale».

L’amministrazione comunale «ha ritenuto doveroso aprire un percorso di tutela rafforzata nei confronti del proprio ospedale: nella stessa direzione si pongono altri analoghi emendamenti proposti a tutela di nosocomi montani, come ad esempio quello senese di Abbadia San Salvatore».

La richiesta di emendamento è sottoscritta anche dai sindaci di Cutigliano, Abetone, Piteglio, Sambuca e Marliana e dal presidente dell’Uncem (l’associazione delle Comunità montale) Oreste Giurlani.

L’esistenza stessa dell’ospedale Pacini è messa in dubbio dalla legge nazionale, che prevederebbe la soppressione dei nosocomi con meno di cento letti. Il Piano sanitario regionale prevede invece la salvaguardia dei piccoli ospedali, compreso quello di San Marcello. Ma nei progetti di razionalizzazione della spesa sanitaria dell’Asl 3, era emersa la proposta di una sostanziale chiusura del reparto di chirurgia montano, nell’ottica di una più avanzata integrazione tra i servizi sanitari della provincia. Ma questa proposta, unita a disservizi e problemi riscontrati all’ospedale Pacini, ha fatto crescere in montagna la convinzione che la struttura sanitaria si trovi in pericolo. Di qui numerosi documenti, assemblee cui hanno preso parte amministratori e dirigenti sanitari, i quali hanno sempre cercato di respingere le accuse di voler chiudere il Pacini. Ma i sindaci, a quanto pare, continuano a non fidarsi troppo.

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