Italia
Ecco la Cassa di Pistoia e Lucchesia
Da settembre, con le nuove filiali ex Carifirenze, l’istituto di credito cambia nome
PISTOIA. La notizia forse più clamorosa emersa dall’incontro pubblico della Fondazione Caripit, martedì al Seminario, riguarda non l’ente guidato da Ivano Paci, ma la Caripit spa, l’istituto bancario vero e proprio.
La Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia cambierà nome: da settembre dovrebbe chiamarsi “Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia”. Una scelta legata ovviamente all’attuazione del piano di sviluppo verso la costa tirrenica della banca di via Roma, così come è stato definito lo scorso anno nel corso delle trattative tra la Fondazione (che ha il 20% delle azioni della Caripit) e Intesa Sanpaolo (che ne detiene l’80%).
Il piano prevedeva che Caripit cedesse alla Cassa di risparmio di Firenze in totale 19 sportelli, aperti nelle province di Firenze e Bologna. A sua volta, la banca pistoiese avrebbe ricevuto in dote 43 nuove filiali, ovvero tutte quelle con insegna Carifirenze e Intesa Sanpaolo attive nelle province di Pistoia, Lucca e Massa.
In questo modo Caripit avrebbe smesso di confliggere con la potente alleata Cassa di Firenze nei territori cuscinetto tra Pistoia e Firenze. Gli accordi disegnavano invece per la Cassa pistoiese un futuro sulla direttrice per il mare, con un’espansione tutta mirata sulle province di Lucca e di Massa.
Una espansione che il vecchio nome della banca di via Roma appare inadeguato a fotografare. Di qui la nuova denominazione, annunciata dal presidente della Fondazione Ivano Paci. Fino a poco tempo fa era gettonata anche l’opzione “Cassa della Toscana del Nord Ovest” ma alla fine è prevalsa l’altra versione. Che ha l’indubbio merito, per i nostalgici, di mantenere la parola “Pistoia” nella ragione sociale, anche se ad essa si va ad affiancare l’espressione “Lucchesia” che indica con effifacia il futuro della vecchia Caripit.
Fabio Calamati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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