Il Tirreno

Pistoia

«Un ruolo centrale per AnsaldoBreda»

di Michele Galardini
«Un ruolo centrale per AnsaldoBreda»

Al convegno sul polo ferroviario l’amministratore delegato Manfellotto e il governatore toscano Rossi lanciano la sfida

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PISTOIA. «Abbiamo un piano molto ambizioso, per fortuna abbiamo un po' di contratti e aspettiamo che ne arrivino degli altri». Lo ha detto Maurizio Manfellotto, ad di AnsaldoBreda, intervenuto ieri mattina a Pistoia al forum sulle tecnologie ferroviarie, l'alta velocità e la sicurezza delle reti. «Il ruolo di AnsaldoBreda all'interno del Polo tecnologico ferroviario toscano - ha rilevato - è propulsivo, nella sua esperienza, nella sua storia, nelle sue persone e il contributo delle aziende di questa regione è importantissimo, perché è dalle aziende che nascono le idee. L'incremento della tecnologia fa la differenza nella competizione, oggi non basta avere prezzi bassi, bisogna avere servizi e prodotti di un certo tipo e la tecnologia è alla base di tutto», ha aggiunto l’amministratore delegato.

«Il settore della mobilità su ferro è in grande espansione, se lo Stato è in grado di fare politiche industriali che rendano la produzione di materiale rotabile, tramvie e quant’altro, un fatto competitivo, noi abbiamo davanti una prospettiva di sviluppo importante». Con queste parole si è presentato ieri mattina Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, ai giornalisti che lo hanno assediato all’ingresso della “Cattedrale”, scelta come sede del 1° Forum del Distretto per le tecnologie ferroviarie, l’Alta Velocità e la sicurezza delle reti (Ditecfer). Un Distretto nato a marzo del 2011 per volontà dello stesso Rossi e dell’assessore regionale alla mobilità Luca Ceccobao, al fine di «rilanciare la competitività dell’intera filiera ferrotranviaria toscana attraverso una spinta alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione» e che ad oggi conta 86 aziende toscane. Dal palco, davanti ai rappresentanti delle istituzioni pistoiesi e regionali, Rossi non ha rinunciato a togliersi qualche «sassolino dalla scarpa», come lui stesso ammetterà a fine intervento. «A livello nazionale, non ci possiamo permettere di perdere, in Toscana, la presenza della grande impresa nel settore ferroviario. Come regione, abbiamo ordinato un quarto dei treni Vivalto che devono essere prodotti entro il 2014, con un investimento di 250 milioni. Sono 30 treni con relativo convoglio: chi li fa questi treni? Li può fare la Breda, un’impresa italiana magari competitiva in un quadro internazionale, o dobbiamo andarli a comprare anche per il futuro il Francia, in Spagna oppure in Germania? Il governo deve rispondere a questa domanda, non può rispondere la Regione. Se finisce la storia della grande impresa non credo che le piccole imprese ne godrebbero. Vedo che c’è dibattito, ma il governo deve fare di più». Dalle politiche nazionali alla situazione della Breda il passo è talmente corto che, sempre secondo Rossi, la gestione di quest’ultima sarà un importante banco di prova su cui si misurerà il rapporto fra il Partito Democratico e l’attuale governo tecnico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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