Il Tirreno

Pistoia

La Digos: «A fine maggio l’ultima bustarella»

di Fabio Calamati

Parcheggio ad Abetone, Mondiali di ciclismo 2013 e non solo: per la procura gli affari dell’associazione erano in pieno svolgimento fino a un mese fa

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PISTOIA. Il “club dei pubblici appalti” era in piena attività quando, giusto una settimana fa, sono scattati i 23 arresti della operazione “Untouchables”. La procura della repubblica ne è convinta e la pensa allo stesso modo anche il gip Roberto Tredici, che con la sua ordinanza ha avallato le misure cautelari nei confronti dell’esponente socialista Roberto Riccomi, di otto dipendenti pubblici e quattordici imprenditori edili, quasi tutte le aziende più importanti del settore in provincia.

Affari in corso, mazzette, idee per futuri affari, contatti con politici di peso: l’ordinanza di Tredici mette a fuoco una macchina in marcia, un “Frecciarossa” (come Riccomi aveva ribattezzato il “club”) in piena corsa. Quali gli indizi? Diversi, stando almeno agli atti dell’inchiesta, in particolare a una nota della Digos del 24 maggio scorso.

L’ultimo pagamento. Risale al 21 maggio scorso l’episodio che la Digos interpreta come l’ultimo pagamento al responsabile lavori pubblici del Comune Marcello Evangelisti effettuato da Roberto Vescovi, titolare di una delle principali aziende coinvolte, la Vescovi Renzo spa.

La procedura è la solita vista tante altre volte dai poliziotti: Vescovi si reca nell’ufficio di Evangelisti e si accorda per “prendere un caffè”; dieci minuti e l’ingegnere del Comune, dopo aver interrotto una riunione di valutazione di una gara d’appalto, entra nel suo studiolo di vicolo Taverna, apre una busta, tira fuori delle banconote, le conta, le mette in cassaforte. Secondo l’ordinanza si tratta dell’«ennesimo pagamento» fatto dal Vescovi all’Evangelisti, per ringraziare quest’ultimo dell’attività di “aggiustamento” delle gare d’appalto.

I Mondiali di ciclismo. L’evento sportivo previsto nel 2013 porta con sé ricchi appalti e il “club” non poteva non essere sensibile al richiamo dei finanziamenti pubblici. L’ordinanza descrive l’attività di Riccomi che parla tra gli altri con la presidente della Provincia Fratoni, con l’assessore abetonese Nicola Risaliti, responsabile del comitato tecnico della manifestazione e con Paolo Mazzoni, ex responsabile tecnico della Provincia. Quest’ultimo viene poi nominato nel nucleo di progettazione e di supporto al Rup (Responsabile unico del procedimento). «La soddisfazione tra gli associati è grande» commenta l’ordinanza richiamando la solita nota della Digos del 24 maggio scorso.

Il gip fa esplicitamente riferimento al rischio di nuove turbative d’asta, ora che un uomo del “club” è stato inserito nella stanza dei bottoni.

Parcheggio di Abetone. Secondo la Digos pistoiese sarebbe questa l’ultima gara d’appalto “turbata” dal club. Si tratta della ristrutturazione del parcheggio coperto “Le Piramidi”, un affare da quasi 2 milioni di euro. Responsabile unico del procedimento viene nominato Paolo Mazzoni, che firma il progetto.

Secondo gli inquirenti sarebbe già decisa dal “club” l’azienda vincitrice, la Cmsa, il cui presidente, in una conversazione del 16 maggio, si mostrerebbe fortemente interessato all’appalto.

Interessi in Liguria. È sempre la Digos a dare conto dei contatti tra uno degli imprenditori finiti agli arresti, il pesciatino Giordano Rosi, e la vicepresidente della Regione Liguria, Marylin Fusco, esponente dell’Italia dei Valori. I poliziotti riferiscono di un viaggio a Genova del Rosi e di un incontro dell’imprenditore con la Fusco a Pistoia, il 9 maggio. Rosi – spiega l’ordinanza – era interessato ad un grosso appalto per i lavori di ricostruzione di un ponte crollato sul fiume Magra, gara a cui una ditta di Rosi aveva partecipato, ma non ottenuto l’appalto.La Digos ipotizza che i contatti tra i due siano stati facilitati da un conoscente di Rosi che è anche parente della vicepresidente della Regione.

Bene chiarire che né l’appalto in questione né Marylin Fusco risultano minimamente coinvolte nell’inchiesta “Untouchables”: gli inquirenti usano solo questo aneddoto per illustrare la facilità con cui i singoli componenti del “club degli appalti” cercano sempre nuove strade per ottenere commesse dalle pubbliche amministrazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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