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Pistoia

Sono tanti i trucchi per taroccare le gare di appalto

Sono tanti i trucchi per taroccare le gare di appalto

Grande discrezionalità per le commissioni con il ricorso al criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”

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PISTOIA. Come si fa a taroccare una gara d’appalto? L’ordinanza dell’inchiesta “Untouchables” dedica molto spazio a questo tema, descrivendo il modo in cui al Comune di Pistoia negli ultimi anni sono stati scelti i vincitori di tante gare d’appalto. Non premiando le offerte migliori – secondo gli inquirenti – ma quelle formulate dalle ditte che appartenevano al “club” di quelli che pagavano le mazzette, in denaro, cene o altro.

L’arma principale è la selezione del vincitore con il criterio non del prezzo più basso ma dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”. Dove il prezzo diventa solo un componente di una valutazione complessiva che deve tener conto anche di altri parametri. Quali? Lo decide la commissione giudicatrice. In che modo? Con dei punteggi assegnati a ogni parametro dalla commissione giudicatrice. Facile capire che, a questo punto, la commissione amplia di parecchio il suo potere decisionale.

Succede così, ad esempio, che per un lavoro di ristrutturazione di strade comunali (ottobre 2007), venga assegnato alla Vescovi Renzo (azienda del club) che ha offerto un ribasso del 7% sul prezzo, ma ha un punteggio totale di 93 centesimi, rispetto alle offerte economicamente migliori (ribassi di oltre il 9%): il Comune avrebbe potuto risparmiare 100.000 euro, ma niente da fare. Peggio ancora per i lavori stradali a Gello (2007): vince la ditta Ilio Orsi, che ribassa dell’8%. L’offerta economicamente più vantaggiosa prevedeva un ribasso del 24%, cioè tre volte tanto, ma il punteggio premia la prima 81 punti contro 30. E pazienza se il Comune deve pagare oltre 100.000 euro in più.

C’è poi il sistema delle varianti in corso d’opera. Secondo l’ordinanza, si tiene il valore dell’opera pubblica sotto il limite dei 40.000 euro, che consente di evitare la gara. Poi si scopre che sono necessari altri interventi e il valore lievita così ben oltre la scomoda soglia prevista dalla legge.

Non solo: secondo la procura Evangelisti ha anche dribblato la soglia dei 40.000 euro utilizzando come riferimento non il valore dell’appalto in quanto tale, ma il valore dell’offerta ribassata. Secondo l’accusa il risultato è che alla fine a Pistoia (ma anche in altri enti oggetto dell’indagine) vinceva sempre lo stesso gruppo di aziende.

Che poi, magari, utilizzando la procedura del subappalto, si scambiavano vicendevolmente gli appalti. Come dice Marcello Evangelisti in una intercettazione “Quando si può spartire, si spartisce”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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