Il Tirreno

Pistoia

«Concussione anche per le caldaie»

di Fabio Calamati
«Concussione anche per le caldaie»

La Procura accusa Evangelisti: «Il fatto esprime l’habitus mentale dell’indagato e il suo modo di procedere»

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PISTOIA. «O mi cambiate questa caldaia e me ne mettete una non difettosa, e sennò io pongo il veto a che, nel Comune di Pistoia, negli edifici pubblici, non ci siano vostre caldaie, tutto qua, ecco». Non manca certo di chiarezza Marcello Evangelisti, il dirigente del Comune di Pistoia agli arresti da lunedì scorso, quando parla al telefono con l’azienda che gli doveva sostituire la caldaia di casa.

Evangelisti è in carcere da lunedì con l’accusa di associazione a delinquere, corruzione, concussione e turbativa d’asta. L’accusa della procura è che abbia aggiustato decine e decine di gare d’appalto tra il 2006 e il 2011 per favorire un gruppo ristretto di imprenditori, sempre i soliti.

Che poi lo ricambiavano – secondo la procura – passandogli denaro e invitandolo a cene e viaggi all’estero. Gli episodi alla base di queste pesanti accuse riempiono buona parte delle 765 cartelle di cui è composta l’ordinanza firmata dal gip Roberto Tredici.

Rispetto a quel giro d’affari, la questione della caldaia è tutto sommato poca cosa, ma l’ordinanza di carcerazione firmata dal gip Roberto Tredici gli dedica spazio. «Il fatto – scrive il giudice – esprime con chiarezza l’habitus mentale dell’indagato e il suo modo di procedere». Evangelisti, che a tutti gli effetti è un pubblico ufficiale, commette – secondo il Gip – un classico reato di concussione: abusando dei suoi poteri, costringe l’azienda fornitrice della caldaia (nell’ordinanza è citata la marca, che non riportiamo perché del tutto estranea alla vicenda) a procurargliene una nuova senza spendere un euro, al posto di quella vecchia di sei anni. La minaccia è quella di far perdere all’azienda le forniture per il Comune di Pistoia.

La storia è dell’aprile 2011, nel pieno del periodo in cui gli uomini della Digos pistoiese pedinavano e scandagliavano ogni momento della vita di Marcello Evangelisti, già individuato dagli inquirenti come uno dei punti di riferimento del “club” che si dedicava da anni ad addomesticare le gare d’appalto dell’amministrazione comunale e non solo quelle.

Così non passa inosservata agli uomini della polizia la telefonata del 4 aprile 2011 che Evangelisti fa all’azienda produttrice della sua caldaia di casa.

«Io sono responsabile dell’ufficio tecnico del Comune e si è installato, diciamo si sta cominciando a installare diverse caldaie (nome dell’azienda, ndr), io per prova ne installai una nel 2006... che ha avuto mille difetti... siamo arrivati ad oggi e io non so che fare».

Come lui stesso ha detto al suo avvocato, Evangelisti agisce nell’interesse della città. Così, se si mette una caldaia in casa è per testarla: se va bene a me, va bene anche al Comune.

Strano, però: gli impianti di quella marca vengono via via installati nelle scuole pistoiesi, ma a sentire il dirigente non sono per niente privi di difetti, tanto che Evangelisti ne chiede la sostituzione. Prima si dilunga a spiegare i problemi tecnici dell’apparecchio. E siccome il tecnico non capisce esattamente il tono della richiesta, Evangelisti, dopo qualche minuto, passa alle maniere esplicite. «A questo punto, fate come vi pare, io, o me la cambiate, e sennò io pongo il veto a che, nel Comune di Pistoia, negli edifici pubblici, non ci siano caldaie (nome dell’azienda, ndr), tutto qua».

La telefonata deve avere raggiunto lo scopo, ma per soprammercato Evangelisti mobilita anche un suo conoscente, l’imprenditore Riccardo Ponticelli (in carcere per l’operazione “Untouchables”), il quale sotto Pasqua gli manda un sms di auguri aggiungendo Ho parlato con la (nome dell’azienda, ndr), ti sostituiscono la caldaia.

La nuova caldaia arriverà di lì a poco in casa Evangelisti, in via del Duca.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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