Il Tirreno

Pistoia

Sgravi per chi abita in zone a rischio

di Beatrice Faragli

I comitati della Piana ieri in Regione per chiedere una revisione delle rendite catastali in vista del pagamento Imu

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QUARRATA. I comitati civici del bacino della Piana tracciano la via maestra per ottenere riduzioni sull’Imu nelle zone quarratine ad elevata pericolosità idraulica: agire sulla rendita catastale attraverso l’istituzione di microzone, come previsto dalla legge (la numero 311 del 2004). La decisione finale spetta al Comune che, per il momento, pare intenzionato ad adottare un’ aliquota al 4,5 per mille sulle prime abitazioni senza “sconti” diretti per le aree a rischio idraulico. Ieri mattina Niccolò Lucarelli, coordinatore dei Comitati, e Daniele Manetti, rappresentante della commissione comunale per la partecipazione e del Comitato di Olmi, sono andati in Regione, ufficio finanza e tributi, per testare la validità della loro proposta.

«Ci sono tutte le possibilità per ottenere delle riduzioni – spiega Manetti - Le strade da seguire per l’ente comunale sono due: intervenire direttamente sulle aliquote Imu o agire sulle rendite catastali». I cittadini attendono una risposta dal sindaco Marco Mazzanti. «Ci aspettiamo che all’assemblea pubblica del 22 giugno sul rischio idrogeologico, gli amministratori rispondano alle nostre richieste con una proposta». Quarrata è in un regime di “microzona unica”: la rendita di una casa è uguale sia nell’area ad alta pericolosità idraulica che altrove e oltre al danno di finire troppo spesso con i piedi “a mollo”, per chi abita in un immobile di proprietà all’interno della zona gialla “Ip4” –che comprende diverse frazioni quarratine tra cui Olmi, Casini, Catena e Caserana – adesso è in arrivo anche la “beffa” Imu. Ingiusto, secondo i Comitati, mettere sullo stesso piano zone diverse. E allora ecco la proposta di introdurre delle microzone per abbassare la rendita catastale che pesa sull’imposta municipale, almeno nell’area più a rischio, e procedere quindi, attraverso l’agenzia del territorio, a una revisione della classificazione attuale degli immobili.

«Sarebbe meglio pagare l’Imu come tutti gli altri che essere continuamente sotto la minaccia di alluvioni – spiega Lucarelli – ma purtroppo la zona gialla non è mai stata messa in sicurezza». «Stiamo ancora aspettando le casse d’espansione – commenta Manetti - La situazione per chi ha una casa nell’area a rischio idraulico, sotto il punto di vista della rendita, si è aggravata ancor più con la legge regionale 66 del 2011 che vieta qualsiasi intervento sulle strutture». Secondo gli esponenti dei Comitati tutto questo basta e avanza per rintracciare nelle abitazioni dell’area gialla valori di mercato e rendite catastali che si discostano significativamente – così prevede la legge - dalle altre località quarratine e per introdurre quindi delle microzone. «I cittadini – continua Manetti - devono sapere che a Quarrata c’è una zona unica nonostante la normativa preveda la possibilità di avere delle differenze. Di solito le microzone sono usate per valorizzare. A noi servono invece per “svalorizzare”. La maggior parte delle persone che ha un immobile in area gialla lo usa come prima casa». Sabato i rappresentanti dei Comitati incontreranno gli amministratori comunali per discutere della proposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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