Sicurezza
Il dirigente: «Ho fatto l’interesse della città»
Il difensore ha trovato Evangelisti abbastanza tranquillo. Ora presenterà un’istanza al Tribunale del Riesame perché venga rivista la misura restrittiva
PISTOIA. Ha cambiato avvocato ma non strategia difensiva Marcello Evangelisti, il dirigente dei lavori pubblici del Comune agli arresti da lunedì nell’ambito dell’inchiesta “Untouchables” su una cinquantina di presunti appalti truccati in diversi enti pubblici tra cui soprattutto il Comune di Pistoia, dal 2006 a oggi. Martedì Evangelisti, che come la maggior parte degli arrestati è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione aggravata e alla turbativa d’asta, ha preferito non rispondere alle domande del gip Roberto Tredici e il suo silenzio, per ora, è destinato a durare.
Lo sostiene Giuseppe Castelli, il suo nuovo difensore dopo che il precedente legale del tecnico comunale, Cecilia Turco, ha dovuto rinunciare alla difesa per motivi di incompatibilità.
«Il mio cliente è abbastanza tranquillo – racconta dopo il colloquio l’avvocato Castelli – e passa il tempo studiando le quasi ottocento pagine dell’ordinanza. Nella sua attività di dirigente comunale ha fatto solo l’interesse della città».
Nonostante questa posizione, come detto, Evangelisti non risponderà alle domande del gip. Invece il suo avvocato presenterà un’istanza al tribunale del riesame, chiedendo che venga rivista la misura cautelare inflittagli e sostituita con una meno pesante.
Sul conto del dirigente tecnico del Comune gli inquirenti hanno accumulato un pesante cumulo di accuse. L’ordinanza firmata dal gip Roberto Tredici lo identifica come tecnico pronto ad alterare la correttezza delle gare d’appalto per favorire le aziende amiche. In cambio, Evangelisti avrebbe ricevuto denaro contante da almeno quattro degli imprenditori arrestati (Giordano Rosi, Angiolo Orsi Spadoni, Michele Vescovi, Riccardo Vespignani). E inoltre un numero imprecisato di cene, passaggi in auto e altre regalìe, tra cui spiccano un viaggio in Slovenia nel marzo 2011 (pagato da Orsi) e uno a Praga sei mesi dopo, offerto da Giordano Rosi.
Ieri intanto sono proseguiti gli interrogatori delle persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta. Nel pomeriggio, all’interno del carcere di Prato, si è svolto quello del tecnico del Comune di Piteglio Mauro Filoni, 52 anni. «Filoni ha risposto alle domande – racconta l’avvocato Cecilia Turco – dando la sua versione dei fatti e si è difeso, sostenendo la legittimità del suo operato». Ieri sono stati sentiti anche i due imprenditori Giordano Rosi, 65 anni, della Rosi Leopoldo spa e Angiolo Orsi Spadoni, 51 anni, socio di maggioranza della Orsi Ilio srl. Entrambi erano difesi dall’avvocato Andrea Niccolai.
Oggi dovrebbe toccare ad un altro degli imputati principali dell’inchiesta, l’esponente socialista montecatinese Roberto Riccomi, 58 anni, considerato dagli inquirenti l’elemento di raccordo tra imprenditori privati e amministratori pubblici presenti nel cosiddetto “club dei pubblici appalti”. Riccomi è difeso dall’avvocato Gianluca Faliero Lomi. Sarà interessante verificare se la sua strategia difensiva punterà sul silenzio di fronte ai magistrati, come ha fatto Evangelisti, o se preferirà offrire la sua versione dei fatti contestati, opzione scelta sinora dalla maggioranza degli imputati.
Gli interrogatori continueranno anche la prossima settimana, quando ad essere sentiti dal gip toccherà ai detenuti agli arresti domiciliari. Lunedì, tra gli altri, sarà la volta di Carlo Alberto e Giovanni Diddi, che sono anch’essi difesi dall’avvocato Cecilia Turco.
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