Sicurezza
Riccomi, socialista doc senza più incarichi
Il figlio dell’ex “supersindaco” Lenio oggi è soprattutto un imprenditore La città si interroga su quale possa essere il suo ruolo nella vicenda
MONTECATINI. “La città delle acque e del garofano”. Così titolava il nostro giornale nel luglio di 4 anni fa presentando il primo congresso nazionale del Partito socialista che si svolgeva proprio a Montecatini. L’artefice organizzativo di quell’evento fu Roberto Riccomi, segretario provinciale degli orfani di Bettino Craxi. Lui, figlio di socialista – il padre Lenio fu sindaco della città a più riprese per 15 anni, dal 1965 al 1987 – e socialista da sempre. Lui che la politica l’ha sempre respirata, e vissuta, in prima persona, anche se da tempo ormai dietro i riflettori che illuminano il palcoscenico e non più di fronte. Come succedeva invece ai tempi del Psi pigliatutto, protagonista della vita amministrativa del secondo dopoguerra.
Ancora una decina di anni fa Roberto (già capogruppo del Psi nei consigli comunale e provinciale) era in lizza per essere candidato al Senato, poi però il centrosinistra gli preferì Tonini. Da allora la sua parabola politica ha proseguito in discesa, seguendo del resto le sorti di quel partito a cui è sempre rimasto fedele e legato. Il suo nome (assieme a quello di Paolo Conti) inserito nella lista degli arrestati, è tra quelli che hanno fatto più rumore a Montecatini. Ci si interroga sul suo ruolo e sulle sue eventuali responsabilità.
Nato a Buggiano il 22 maggio 1954, consigliere nazionale del Partito Socialista guidato da Riccardo Nencini, presidente provinciale di Assoviaggi (Confesercenti) in quanto da molti anni titolare dell’agenzia di viaggi Fraben Travel di viale Verdi. Sposato, ha 4 figli: tre maschi e una femmina. Questo, in sintesi, il Roberto Riccomi di oggi. Ma il suo vissuto segue il percorso di una famiglia potente ma anche sfortunata e toccata dalla tragedia. Come nel caso del fratello Franco, trovato morto tre anni fa, proprio di questi tempi, annegato nelle acque di Lerici. Lui che era da poco uscito da una brutta vicenda giudiziaria legata a un traffico di quadri falsi (patteggiò 12 mesi nell’ottobre 2008): da ex gallerista di fama a complice nell’organizzazione di un giro di oltre 600 tele taroccate. “La più grande truffa nel mondo dell’arte commessa negli ultimi quindici anni in Toscana”, la definirono gli investigatori. Neanche un anno dopo il sessantenne Franco venne ripescato una domenica pomeriggio alle Cinque Terre. Fu lo stesso Roberto a riconoscerne la salma, raccontando poi al “Tirreno” di aver saputo che il fratello aveva tentato il suicidio giorni prima a Forte dei Marmi.
Roberto - forse per declino, forse per la scelta deliberata di un “passo indietro” pubblico - era già entrato nel cono d’ombra che avvolge gli ormai ex politici di primo piano, dopo l’exploit personale nell’organizzazione di quel congresso nazionale dei socialisti dell’estate precedente, che vide sfilare al Palacongressi altri ex “numeri uno”, come Gianni De Michelis. E che vide l’elezione a segretario di Riccardo Nencini, oggi potente assessore regionale della giunta Rossi, e presidente del Comitato istituzionale per l’organizzazione dei Mondiali 2013 in Toscana (con passaggio da Montecatini e Pistoia). Quel Nencini (a capo di un partito che conta pochi decimali a livello nazionale, ma che ha ancora un peso in tante vicende, anche locali) a cui Riccomi è rimasto sempre fedele. Insomma, niente più incarichi istituzionali per il figlio del super sindaco Lenio (vincitore, pochi anni fa, di un sondaggio tra bloggers montecatinesi come migliore primo cittadino del dopoguerra), un personaggio la cui opinione è però ancora richiesta, e ascoltata, nelle stanze della politica.
A Montecatini si attende ancora di sapere quale possa essere il ruolo ipotizzato per lui dall’accusa; gli inquirenti ieri hanno parlato genericamente di reati e hanno fornito i nomi degli arrestati ma non hanno chiarito le singole responsabilità contestate; e questo vale anche per molti altri personaggi di questa storia. Una vicenda di lavori pubblici, che coinvolge soprattutto dipendenti comunali e responsabili di imprese edili o di consorzi. Tecnici, insomma, nessun politico per adesso. A parte Roberto Riccomi, appunto, socialista da sempre, figlio e amico di potenti, ufficialmente ad oggi soltanto titolare di un’agenzia di viaggi nel viale termale.
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