Il Tirreno

Pistoia

Opere pubbliche passate al setaccio

di Fabio Calamati
Opere pubbliche passate al setaccio

Al vaglio degli inquirenti ci sono costi e modalità dei lavori per la costruzione della Porta Nuova e della Cattedrale

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PISTOIA. L’inchiesta “Untouchables” non si è limitata a scuotere dalle fondamenta Palazzo di Giano, arrestando il dirigente dei lavori pubblici Marcello Evangelisti e mandando ai domiciliari il responsabile del servizio viabilità Stefano Meoni, ma ha gettato un’ombra lunga di sospetti su una lunga serie di opere pubbliche realizzate dall’amministrazione comunale negli anni scorsi.

Nel mirino degli inquirenti, per quanto riguarda Pistoia, sono finiti diversi appalti, sia nel settore delle scuole, sia in quello della casa (nelle carte dell’inchiesta ci sarebbero, ad esempio, riferimento alla ristrutturazione del quartiere delle Fornaci). Tra le gare nelle quali l’inchiesta ha scoperto delle presunte irregolarità ci sarebbe poi la realizzazione di alcune delle rotatorie create in questi anni a Pistoia. Ma ci sono due appalti che sicuramente hanno destato l’interesse degli investigatori e sulla base dei quali (non solo di quelli, ovviamente) sono stati scritti i capi di imputazione. Il riferimento è alla costruzione della Porta Nuova (o Quinta Porta, che dir si voglia) e al recupero dell’ex Cattedrale.

La Porta Nuova è sicuramente uno degli interventi edili più importanti del secondo mandato del sindaco Renzo Berti. Ideata per collegare via dell’Annona con via Pertini passando sotto i binari ferroviari e aprendo la strada a un collegamento diretto con l’area ex Breda (quando questa sarà pronta) Porta Nuova è costata 12 milioni di euro. La gara è del 2006 e fu vinta da un raggruppamento temporaneo di imprese guidato da due colossi del settore come l’emiliana Ccc e la piemontese Sti srl e da un’azienda locale, la Rosi Leopoldo spa (Giordano Rosi è tra gli imputati agli arresti). Con il ribasso d’asta la spesa era scesa a 9,3 milioni. Completata nel 2010, l’opera fu subito criticata per le sue rampe di uscita molto ripide. Nel maggio dello stesso anno una variante in aumento, di oltre un milione di euro, fu approvata con perizia di Stefano Meoni e firma finale di Marcello Evangelisti, per dei lavori inizialmente non prevedibili, come la necessità di allungare il tunnel ferroviario, alcune opere finalizzate al mantenimento della viabilità lungo via Pertini e la demolizione del muro di confine sud dell’area ferroviaria rivelatosi in condizioni precarie e quindi potenzialmente pericoloso, con relativa necessità di rifacimento.

L’altro intervento sicuramente sotto accusa riguarda, come detto, il recupero del’ex cattedrale, il grande capannone del vecchio stabilimento Breda, che ora è stato trasformato in un grande spazio coperto capace di accogliere fiere, convegni e mercati. Un appalto da 3 milioni di euro circa, aggiudicato nel settembre 2010 con il criterio dell’offerta più vantaggiosa, dal punto di vista economico ma non solo. Vinse la Coop Muratori, sterratori e affini di Montecatini (il presidente, Paolo Conti, è in carcere) battendo la concorrenza di altre sei aziende. Il consigliere Pd Simone Ferretti (oggi capo gabinetto del sindaco Bertinelli) aveva però sparato ad alzo zero sul contenuto del bando, solo pochi mesi prima. Nel documento erano previsti lavori già svolti – scrisse – come la bonifica della copertura dal materiale in cemento amianto; vi si prevedevano quasi 60.000 euro di incentivi per la progettazione interna (cioè dei tecnici dell’ente) quando la progettazione esecutiva era a carico dei vincitori del bando stesso; infine si indicava per l’edificio un “uso fieristico” mentre la destinazione urbanistica dell’area era a sede universitaria. Insomma, un lavoro che sarebbe stato bene annullare – suggeriva Ferretti –e ripubblicare una volta ripulito dalle incongruenze. Il consiglio, però, non venne ascoltato.

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