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Pistoia

La Fillea: «Costruzioni, più qualità per battere la crisi»

PISTOIA. Come affrontare la crisi nel settore edile, e mettere a punto una riflessione complessiva uscire dal quadro negativo che ha travolto anche l'edilizia pistoiese. Sono questi i punti...

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PISTOIA. Come affrontare la crisi nel settore edile, e mettere a punto una riflessione complessiva uscire dal quadro negativo che ha travolto anche l'edilizia pistoiese. Sono questi i punti affrontanti dall'assemblea direttiva di Fillea Cgil Pistoia. Secondo il sindacato ci sono una serie di problemi e difficoltà, che necessitano di strategie: cosa fare delle strutture, dei lavori fatti e dei soldi spesi se le situazioni non si risolvessero? «Bisogna pensare a cosa fare anche a Pistoia - spiega Marco Ballati, segretario generale Fillea – c'è un evidente crollo della bolla speculativa radicato sull'immobile. Inoltre c'è stato un aumento in modo spropositato delle partite Iva a livello generale, e a Pistoia, considerando i dati sulla cassa edile, un grande aumento delle ore di assenza per Cig e Cigs». La Fillea mira a rilanciare una serie di iniziative sul territorio, che si orienteranno verso un nuovo approccio all'edilizia, e verso elementi in grado di ridare qualità al territorio urbano. «Qualità sia dal punto di vista dell'ecosostenibilità, sia delle strutture – continua Ballati –. Siamo pronti a confrontarci, ma anche tutte le amministrazioni comunali devono fare una riflessione sul futuro dei territori. È stato infatti sottoscritto un accordo integrativo territoriale per l'edilizia, con edili industria, al fine di dare al settore delle costruzioni la possibilità di rilanciarsi». Un momento delicato quello che sta vivendo il settore edile, che a livello regionale vede le casse edili perdere, dal 2008 al 2011, circa 10mila posti di lavoro. Spiega Giulia Bartoli, di Fillea regionale: «C'è stata una riduzione preoccupante delle imprese: circa 2mila in meno iscritte alle nostre casse, questo vuol dire che lavoratori e imprenditori sono usciti dal settore o si sono diretti verso altri territori. Abbiamo cercato di far fronte a questa situazione utilizzando gli ammortizzatori sociali a nostra disposizione». Anche le irregolarità sul lavoro nel settore dell'edilizia, trovano nella crisi terreno fertile. «La modalità con cui vengono concessi i lavori pubblici potrebbe aiutare da questo punto di vista, sviluppando impegni politici sul fatto di utilizzare sempre il criterio dell'offerta più vantaggiosa, negli appalti pubblici. Credo che l'attenzione su questo tema debba essere alta da parte di tutti i soggetti interessati» aggiunge Giulia Bartoli che invita ad affrontare con urgenza il caso della nuova questura. «Una situazione – dice – che certamente è emblematica della crisi anche sull'edilizia, su cui influiscono anche il taglio della spesa pubblica e il credito, non più in grado di sostenere le imprese».

Eleonora Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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