Attenzione
Arrestati anche indagati di “Appaltopoli”
Giordano Rosi, Roberto Vescovi e Angiolo Orsi coinvolti (e assolti) anche nella celebre inchiesta
MONTECATINI. Nuovo terremoto nel mondo dell’imprenditoria edile, a un anno e mezzo dalla chiusura della vicenda “appaltopoli”. Una vicenda dove comparivano molti degli stessi nomi al centro dell’inchiesta odierna.
Tra gli arrestati valdinievolini figurano infatti Giordano Rosi, 65 anni, della Rosi Leopoldo di Pescia, Roberto Vescovi, 68 anni, della Vescovi Renzo di Lamporecchio e Angiolo Orsi Spadoni, 52 anni, della Ilio Orsi di Ponte Buggianese (a cui, per la Valdinievole, si aggiunge anche Michele Vescovi, 45 anni sempre di Lamporecchio, per il quale sono stati però disposti i domiciliari).
Tutti e tre furono, insieme a molti altri imprenditori, coinvolti nell’inchiesta di appaltopoli, dalla quale però uscirono indenni.
Fu la vicenda giudiziaria che sconvolse la Valdinievole e non solo, con ripercussioni anche nel Pistoiese e in Lucchesia, che scattò all’alba dell’11 dicembre del 2003, quando scattò il blitz di carabinieri e agenti del corpo forestale, con 16 ordinanze di custodia cautelare e 150 indagati.
La vicenda giudiziaria andò avanti per anni, fino al 2010, quando il pubblico ministero Giuseppe Grieco (che oggi è il procuratore vicario dell’inchiesta “Untouchables”) presento le sue richieste di condanna. Nel caso dei tre imprenditori Rosi,Vescovi e Orsi la richiesta fu la stessa: una condanna a due anni. Nel dicembre del 2010 la sentenza che però mandò tutti e tre assolti, insieme ad altri 29 imputati. La tesi dell’accusa era quella di aver formato un cartello per la spartizione degli appalti, e quindi di aver commesso i reati di associazione a deliquere e turbativa d’asta. Tesi che non fu ritenuta valida dai giudici, che mandarono assolti 32 dei 34 imputati (le uniche condanne furono quelle di Oliviero Zavagli e di Paolo Parlanti, di “Giubileo” e “Servizi Ecologici”).
Per Giordano Rosi, non fu la prima disavventura giudiziaria, con esito comunque sempre favorevole. Nel 1999 venne assolto, assieme all’ex sindaco di Pistoia Renzo Bardelli (quest’ultimo come rappresentante legale della “Pistoiambiente”) dall’accusa di violazioni della normativa ambientale (legata a uno sversamento di gasolio in un terreno nel 1997).
Sempre Rosi, e con lui anche Roberto Vescovi, furono coinvolti all’inizio del 2006 nella cosiddetta inchiesta di “asfaltopoli”, in cui i due, assieme ad altre quattro persone, erano accusati in buona sostanza di “fare la cresta” sulle forniture di bitume per il rifacimento delle strade. In quel caso non si arrivò nemmeno al processo, il giudice per le indagini preliminari decise di respingere la richiesta di rinvio a giudizio in quanto non furono riscontrate effettive differenze tra il materiale pagato e quello realmente fornito.
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