Il dolore
«Breda, testa e braccia restano qui»
Monito del sindaco alla premiazione degli “anziani” all’Ansaldo: confronto anche sulla cessione, ma non sul lavoro
PISTOIA. Sorrisi, festa, ma anche parole dure e chiare sul futuro dell’azienda nella cerimonia annuale di premiazione dei Seniores di AnsaldoBreda, alla presenza dell’amministratore delegato Maurizio Manfellotto, del presidente regionale Anla, Vincenzo D’Angelo, dell’onorevole Lido Scarpetti e dei lavoratori accorsi ad applaudire i colleghi più “anziani”, nonché del sindaco Samuele Bertinelli e del presidente della Provincia, Federica Fratoni. La cerimonia ha avuto luogo nel salone della mensa aziendale, in accordo con la decisione di istituire un “family day” per tutte le famiglie dei dipendenti che, prima e dopo la cerimonia, hanno potuto visitare i locali dell’azienda, accompagnati dai volontari della Dinamo Camp e della Croce Rossa Italiana.
Come già accaduto negli anni precedenti, la cerimonia è stata l’occasione per fare il punto sullo stato di salute dell’azienda e sui mezzi necessari, ora più che mai, alla risoluzione di uno stallo che tiene sospeso il futuro dei lavoratori da ormai troppo tempo. Ci ha pensato Manfellotto a rompere il ghiaccio, ricordando che «la profonda crisi dell’AnsaldoBreda dura da almeno quindici anni. Noi abbiamo le idee chiare per avviare la ricostruzione, ma serve il contributo di tutti. Solo con le conoscenze, le competenze e l’orgoglio dei lavoratori l’azienda potrà tornare a macinare successi». Ma l’intervento più accorato e inaspettato è arrivato proprio dal neo-sindaco Bertinelli: «È tempo di parole e decisioni chiare per avviare il processo di risanamento. Sappiamo che difendere l’azienda così com’è significa condannarla, perché un’azienda che perde oltre un miliardo di euro in dieci anni, che cambia quattro volte il gruppo dirigente aziendale, tutte le volte con l’amministratore delegato di turno che parla male del precedente, non rappresenta una situaziuone che possa proseguire. Abbiamo colpa anche noi delle istituzioni, che forse ci siamo fidati troppo di quelli che passavano e che prospettavano sempre nuovi risanamenti, ma non ci saranno più sottovalutazioni e diplomazie. Siamo disponibili a tutto, dopo aver visto i conti, anche ad aprirci a soggetti stranieri; però il futuro dell’azienda dovrà avere la testa e le braccia qui, dove la gente lavora».
Dopo gli interventi sono iniziate le premiazioni. L’onorificenza come “Maestro del lavoro” del Presidente della Repubblica è andata a Marco Susini. Per i 35 anni di anzianità nell’azienda è stato premiato Vanni Romoli. Per i 25 anni di anzianità: Alessandro Baronti, Marco Cappellini, Fernando Casali, Roberto Di Pietro, Fabrizio Maria Esposito, Arcangelo Fornelli, Federico Gherardi, Omar Gori, Marco Antonio Maestripieri, Emanuele Riccardo Manente, Luca Mati, Alessandro Matteini, Maurizio Mochi, Fausto Morandi, Giacomo Niccolai, Patrizia Nuti, Marcello Percussi, Fabio Toccafondi, Luca Tonarelli, Moreno Tonarelli, Isobel Febe Wilke, Carlo Lavorini e Fabrizio Barbieri. Per il pensionamento: Stefano Baldi, Giampaolo Bertocchi, Carlo Bonacchi, Fernando Chiti, Maurizio Mammoliti, Riccardo Moroni, Walter Paolo Niccolai e Paolo Rami.
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