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Pistoia

Farmacie, pronto progetto sperimentale

Farmacie, pronto progetto sperimentale

Ordine e Federfarma pronti a partire. «Così potremo tornare ad essere pienamente operatori sanitari»

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PISTOIA. C’era una volta il farmacista che, col bilancino, confezionava lui le medicine su misura per il paziente. Oggi che pastiglie, sciroppi e medicamenti vari sono prodotti in serie dalle grandi industrie, i farmacisti rischiano di ridursi a dei semplici venditori, ancorché laureati.

È un rischio che l’Ordine dei farmacisti di Pisotia non vuol correre. E anche per questo ha messo su un progetto, “Pharmacare” per rilanciare l’attività del farmacista e, contemporaneamente, contribuire al buon funzionamento del sistema sanitario e, in primo luogo, allo stato di salute dei clienti.

Se ne è parlato lo scorso fine settimana a villa Cappugi, dove Ordine dei farmacisti e Federfarma Pistoia hanno allestito un convegno sulla “Nuova Farmacia”. «La proposta – spiega il presidente dell’Ordine Andrea Giacomelli – parte dalla constatazione che il nuovo modello di sanità che vede gli ospedali riservati alla cura degli ammalati in fase acuta, riversa sul territorio l’assistenza di quelli cronici, che sono destinati ad aumentare nel tempo con l’allungamento della speranza di vita. Su questo fronte, che è presidiato soprattutto dalle farmacie e dai medici di medicina generale, i farmacisti possono giocare un ruolo importante».

La parola d’ordine è «aderenza alla terapia». In parole povere, mentre oggi la farmacia è per lo più una dispensatrice di medicinali, l’idea è quella di farla diventare un punto di riferimento fisso per i pazienti, che potranno essere aiutati a seguire in modo corretto le terapie prescritte dal medico. Lo ha spiegato bene uno dei relatori, Fabio Baldassarri: i pazienti avranno il vantaggio di una corretta applicazione della cura (circa la metà dei pazienti cronici non lo fa), i medici potranno essere liberati da compiti ripetitivi, i farmacisti riacquisiranno un ruolo pienamente sanitario, non venendo più rimborsati per le medicine consegnate ma compensati per un lavoro pienamente sanitario effettivamente svolto.

Come ha spiegato il professor Andrea Manfrin, dell’Università del Kent (G. Bretagna)un modello del genere esiste in molte realtà europee. È in Italia che siamo appena agli inizi e Pistoia sarebbe pronta a schierarsi all’avanguardia. Un progetto sperimentale (che comprenda un numero ristretto di pazienti e le farmacie che vorranno starci) è già pronto. Lo ha illiustrato la dottoressa Sandra Palandri. La durata ipotizzata va da sei mesi ad un anno ed è stato concordato con i medici di medicina generale e l’azienda sanitaria pistoiese. Ora si attende solo che l’Asl 3 e la Regione diano il via libera. Purtroppo il commissariamento dell’Asl 3 e il cambio della guardia all’assessorato regionale hanno imposto uno stop. Ma Ordine e Federfarma sono pronti a farsi avanti.

Fabio Calamati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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