Sicurezza
Revocati gli arresti domiciliari a Ginetti
PISTOIA. Dopo 21 giorni di sciopero della fame, Antonio Ginetti, 61 anni, ha potuto finalmente uscire di casa da uomo libero. L’esponente della sinistra antagonista, sotto inchiesta per aver...
PISTOIA. Dopo 21 giorni di sciopero della fame, Antonio Ginetti, 61 anni, ha potuto finalmente uscire di casa da uomo libero. L’esponente della sinistra antagonista, sotto inchiesta per aver partecipato agli scontri in Val di Susa dell’estate scorsa tra No Tav e forze dell’ordine, è stato rimesso in libertà dal tribunale del riesame di Torino, che però gli ha imposto l’obbigo di dimora all’interno della provincia. Ginetti era stato arrestato il 26 gennaio di quest’anno ed ha trascorso 21 giorni nel carcere di Santa Caterina. Poi la misura contro di lui è stata attenuata nella forma degli arresti domiciliari. Da tre settimane Ginetti aveva iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il rifiuto di concedergli un permesso per recarsi a lavorare.
Ieri si è goduto i primi scampoli della ritrovata libertà. I suoi amici avevano organizzato una piccola festa per salutare la decisione dei giudici di Torino e così, sotto un gazebo allestito di fronte alla chiesa di San Bartolomeo, Ginetti ha fatto festa e rilanciato le parole d’ordine che da anni costituiscono il suo principale impegno: lotta alle manifestazioni del capitalismo imperialista, siano esse il progetto Alta velocità in val di Susa o, più modestamente, il parcheggio interrato che si dovrebbe realizzare alle spalle della chiesa di San Bartolomeo (ma l’attuale sindaco Bertinelli ha già fatto capire che vedrebbe di buon occhio un ridimensionamento del progetto).
La Federazione toscana dei Carc (Comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo) ha salutato con gioia la fine degli arresti domiciliari di Ginetti, esaltando in una nota «la mobilitazione permanente del coordinamento pistoiese No Tav» insieme allo sciopero della fame come decisivi per la decisione dei giudici.
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