Il Tirreno

Pistoia

Più bus in città, spunta il modello Lam

di Francesco Albonetti
Più bus in città, spunta il modello Lam

La Regione aumenta i finanziamenti per i centri urbani principali. Servizi a chiamata in montagna e nelle frazioni

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PISTOIA. Linee ad alta mobilità alla pratese - le cosiddette Lam - nel centro urbano e servizi mirati con bus a chiamata nelle frazioni meno servite della montagna e della piana. Questo potrebbe essere lo scenario del trasporto pubblico locale a partire dal prossimo anno, così come prospettato nei giorni scorsi dalle anticipazioni al piano regionale, e relativi finanziamenti, presentate nei giorni scorsi dall’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao. La formula è quella del co-finanziamento Regione-Comuni e questi ultimi dovranno presentare dei progetti insieme alla Provincia. La rete di trasporto su bus si divide in tre filoni: quello delle direttrici principali, il trasporto urbano dei capoluoghi densamente popolati e i servizi “a domanda debole”. Ecco le novità.

Linee principali. Il 25 maggio la presidente della Provincia Federica Fratoni ha partecipato a una conferenza dei servizi con la Regione e gli altri comuni per andare a definire la rete del trasporto pubblico principale, che da noi è quasi tutto extraurbano. «Si tratta dei collegamenti fra i capoluoghi e fra i poli attrattori principali, come stazioni, ospedali, raggruppamenti di scuole – spiega l’assessore provinciale ai trasporti, Mauro Mari – Questo filone verrà finanziato dalla Regione, dividendo una cifra di 160 milioni e i Comuni metteranno una piccola parte».

Trasporti locali ritenuti essenziali. «Su questo fronte la Provincia è al tavolino tutti i giorni con i Comuni per definire quali sono, al di fuori delle linee principali, i trasporti in sede locale che i comuni ritengono essenziali – prosegue Mari – Di risorse ce ne sono poche quindi dovranno essere operare delle scelte. Non sappiamo ancora quanto i Comuni saranno in grado di mettere, stiamo aspettando che vengano approvati tutti i bilanci. In questa parte ci rientra quella rete di “trasporto debole”, con rapporto basso di costi-ricavi, che dovrà essere comunque garantito a studenti e lavoratori nonostante la penuria di risorse».

Potenziato il trasporto in città. Questa è la vera novità annunciata da Ceccobao. «Sembra che la Regione abbia incrementato le risorse destinate alle aree urbane più popolose e congestionate – prosegue l’assessore – si parla di quei capoluoghi di comune con centro urbano che hanno più di 20mila abitanti. Da noi ci rientrano Pistoia, Pescia e Montecatini, ma non Quarrata, Monsummano e Pescia, che hanno una popolazione meno concentrata». Il modello di riferimento è quello delle Lam a Prato, linee che tagliano i centri urbani con frequenze molto elevate, 8-10 minuti.

Il trasporto nelle frazioni.

Poi ci sono i progetti per le aree a domanda debole, che riguardano zone come la montagna pistoiese e la Svizzera pesciatina ma anche frazioni della piana. «Insieme ai Comuni stiamo predisponendo una serie di progettini da sottoporre alla Regione per ottenere un co-finanziamento – conclude l’assessore provinciale – Si tratta di forme di trasporto alternative, su piccoli bus o servizi a chiamata e spezzati, tutte proposte che verranno incluse dai capitolati di gara dei Comuni. La Regione ha già destinato una serie di milioni per questi progetti. Ad oggi non sono ancora nel bilancio, ma in sede di programma la Provincia può contare su 662.000 euro, a cui si aggiunge il milione e 300mila della Provincia, che tuttavia nel 2013 sarà decurtato dall’Iva almeno per 6-700mila euro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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