Il Tirreno

Pistoia

Il crollo degli ordini trascina la crisi

di Luca Giuntini
Il crollo degli ordini trascina la crisi

Il sondaggio di Assindustria sulla congiuntura: economia giù, ma meno che altrove. Malissimo mobile ed edilizia

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PISTOIA. Durante i primi quattro mesi del 2012 i livelli produttivi delle aziende manifatturiere pistoiesi si sono chiusi con un -3,7% tendenziale rispetto all’anno scorso. In linea, anzi, leggermente migliore, rispetto alla media nazionale fornita dall’Istat per il primo trimestre (-4,1%). Un andamento negativo sul quale pesa il peggioramento del portafoglio ordini del mercato interno e il trend di settori vicini al “collasso” come il mobile, o in caduta libera come l’edilizia e l’abbigliamento.

A leggere i dati dell’indagine congiunturale presentata da Assindustria Pistoia relativi a un campione di 304 aziende nel periodo gennaio-aprile 2012, viene in mente il livello dell’acqua nel bicchiere: sarà mezzo pieno o mezzo vuoto? Dove sta il bicchiere mezzo pieno in un quadro locale dove la produzione dell’industria a Pistoia fa segnare ovunque, in tutti i settori e in tutte le voci, segno meno e dove la disoccupazione a livello nazionale in questi primi tre mesi tocca il 10,9%, ovvero il tasso più alto dal ’99?

L’ottimismo sta negli occhi di chi guarda questa sfilza di segni meno confrontandoli con la media nazionale e regionale: Pistoia va male sì, ma Toscana e Italia ancora peggio.

Produzione. In questi primi mesi del 2012 i livelli produttivi delle aziende calano ulteriormente rispetto alla fine del 2011 (-3,7% per Pistoia, rispetto alla media nazionale del 4,1%) con una contrazione diffusa pressoché uniforme in tutti i settori industriali, con performance particolarmente negativa per il tessile, che era cresciuto oltre le aspettative nella prima parte del 2011. Crisi produttiva che investe, allo stesso modo, piccole e grandi aziende: rispetto alla media nazionale di inizio 2008 (periodo pre-crisi), le aziende con meno di 10 addetti a Pistoia registrano un -18% nella produzione; quelle con più di 10 addetti, un -15%.

Ordini. E’ il diffuso calo degli ordini, soprattutto quelli sul mercato italiano, ad aver trainato la più generale flessione produttiva. Per le aziende pistoiesi il saldo ordini interno è passato da -22 nel secondo trimestre 2011 a -47 in questi primi quattro mesi. Saldo negativo, ma meno peggiore, per gli ordini dall’estero, con un saldo passato da +5 nel secondo trimestre 2011 al -15 del primo quadrimestre 2012.

Previsioni. Sulle previsioni da qui a 5-6 mesi gli imprenditori pistoiesi mantengono un profilo basso: rispetto alle tensioni che il mercato finanziario globale sta vivendo, le prospettive locali non sembrano così nere. Scenario che diventa invece a tinte fosche quando si prendono in esame le limitate possibilità di crescita dell’economia italiana.

Mobile. E’ il settore manifatturiero che da anni sta conoscendo l’andamento più negativo. Nel primo trimestre 2012 la produzione italiana ha fatto registrare un -7,9%. Ancora peggiore il dato pistoiese, con un -17,9% rispetto allo stesso periodo del 2011. Il mobile è anche il settore dove si registra uno dei più alti ricorsi alle ore di cassa integrazione: 2.030 ore di cassa, la media nel 2011. 254 la media di ore nei primi tre mesi del 2012.

Edilizia. Una conferma indiretta della frenata sull’andamento del fatturato delle imprese edili arriva dalla flessione delle erogazioni di finanziamenti a lungo termine per l’acquisto e la costruzione degli immobili. Meno richiesta di finanziamenti alla banche: un comportamento in controtendenza rispetto a ciò che succede nel manifatturiero.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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