Sicurezza
Terremoto, Montale sotto esame
Comune in zona 2 (media sismicità). 80mila euro per un’indagine su scuole ed edifici pubblici
MONTALE. Indagine in corso sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici montalesi. Il responso dovrà arrivare entro settembre. Gli esperti, incaricati dal Comune su finanziamento regionale, stanno studiando terreni, scuole (8 in totale) e palazzi occupati dalle attività della pubblica amministrazione, tra cui il municipio, il comando della Polizia municipale e la sala consiliare della Badia.
La Regione Toscana lo scorso 6 marzo ha richiesto ulteriori prove e valutazioni, affidate al dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell'Università di Firenze, sul plesso in cemento armato che ospita l' asilo nido "Gianni Rodari".
Montale è considerata zona sismica dall'entrata in vigore del decreto ministeriale del giugno 1982. Nella riclassificazione approvata dall'ente regionale nel 2006, il territorio montalese rientra, così come il 31, 3% dei Comuni toscani, nella "zona 2" a media sismicità, in cui cioè possono verificarsi terremoti abbastanza forti. «Le scuole locali, costruite tutte prima dell'82, non risultano ovviamente in linea con la normativa antisismica. Il dato - spiegano dall'ufficio tecnico comunale - è confermato dalle prime indicazioni emerse attraverso lo studio strutturale realizzato nel 2010», un'analisi concentrata su 6 plessi scolastici e voluta direttamente dal Comune.
La Regione Toscana però non l'ha ritenuta esaustiva.Il completamento dell'indagine sugli edifici - tuttora in atto - è reso possibile grazie a un finanziamento regionale di circa 80 mila euro intercettato tramite bando nel 2011. Lo studio permetterà di capire il livello di vulnerabilità sismica di ogni plesso: asilo nido Rodari; scuole materne di via Vignolini e Stazione; elementari Nerucci, Fognano, Tobbiana (anche materna), Stazione; scuola media Melani.
A indagine conclusa e qualora ce ne fosse necessità, occorrerà un adeguamento strutturale (basato sull'economicità, si interviene solo se conviene farlo, altrimenti si passa alla chiusura definitiva dei locali adibiti a scuola) dei plessi più critici. «Gli edifici scolastici sono a rischio come qualsiasi altra struttura non in linea con le recenti normative», spiegano dall'ufficio tecnico. La questione, dopo il recente terremoto che ha sconvolto l'Emilia, è quanto mai attuale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
