Sicurezza
«Cutigliano, un paese in declino»
Dura lettera di un albergatore, che chiede ai politici di svegliarsi
CUTIGLIANO. Un paese che sembra morto, un borgo che sembra adagiato sulla riva del fiume in attesa di eventi e questo era il borgo e il fiore all'occhiello della montagna pistoiese. Questo è il senso della lettera aperta che Simome Breschi, noto albergatore di Cutigliano vuole far conoscere ai propri concittadini. « Meglio dimenticare il passato e far finta di nulla, come del resto fanno i nostri amministratori – così inizia lo sfogo del Breschi – ma poi che c'entra ricordare gli anni d'oro, l'età di Pericle? Quelli erano altri tempi. Poi le cose sono andate di male in peggio vuoi per incapacità dei vari amministratori succeduti , vuoi per scelte presuntuose sbagliate. Così ricordo in particolare alcuni amministratori di oggi, un tempo cittadini comuni ed ex-dipendenti comunali che si inalberavano , giustamente, per il malgoverno delle amministrazioni che avevano portato il grazioso borgo alla deriva trascurando la rinomata pulizia e decoro paesano e non fornivano ai cittadini i servizi dovuti».
«Che strano – prosegue – ora quei pochi servizi che avevamo da anni come la raccolta della spazzatura "porta a porta" non esistono più, senza considerare che la maggioranza dei paesani sono anziani con i problemi che ne conseguono. Le strutture sportive e non sono gestite da volontari che spesso sono costretti a frugarsi in tasca per rinnovare, ristrutturare, aggiustare e mettere a norma le stesse proprietà del comune lasciate alla deriva. E se chiedi: ma come mai questa debacle? Ecco spuntare subito qualche scusa o alibi». (a.s.)
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