Sicurezza
Nella peggiore delle ipotesi si tocca forza 7
Secondo le ultime mappe la provincia è in gran parte compresa in una zona ad alto rischio
PISTOIA. La nostra provincia può dormire sonni tranqulli sul fronte dle rischio sismico? Non proprio. Secondo la più recente mappa del rischio, quella derivata dalla legge del 2002, buona parte del territorio è compreso nella categoria S9, in una classificazione che va da 1 a 11. Equivale a dire che Pistoia potrebbe essere investita, nella peggiore delle ipotesi, da un terremoto di magnitudo 7 della scala Richter, circa il 9 grado della vecchia - e ormai in disuso - scala Mercalli. Per fare un paragone, le scosse più forti che stanno devastante una parte del territorio emiliano nelle ultime settimane, sono state intorno a 5.9 e 5.8 di magnitudo. Naturalmente, stiamo parlando di un sisma con tempi di ritorno plurisecolari.
Secondo alcune stime dei tecnici, un buon 70 per cento degli edifici pubblici e privati in provincia è in ottimo stato di manutenzione. Potrebbe regge eventi come quello emiliano o dell’Aquila, magari con qualche danno o lesione, ma senza crolli clamorosi. Non c’è grande differenza fra centro storica, periferia e frazioni, salvo una situazione più problematica in alcune piccole frazioni montane. Resta poi quel 30% di edifici a rischio, che non è affatto consolante. Se Nel settore pubblico, il controllo dell’antisismicità avviene per legge, è obbligatorio. Cioè, è una delle condizioni necessarie per gli appalti, sia negli edifici nuovi che nelle ristrutturazioni. Ma nel privato? Il controllo avviene per sorteggio. Ovvero, ilGenio civile effettua un controllo ogni dieci fabbricati a sorteggio.
Il piano di protezione civile del Comune di Pistoia, licenziato nel 2006 a approvato dalla Regione nel 2010, è un voluminoso incartamento. Include una mappatura delle zone sismiche del territorio con i livelli dei rischi, elenchi e mappe topografiche. Viene dedicata una carta anche al rischio idraulico, con indicazioni di tipo operativo. Possiede una sorta di decalogo sulle tecniche comportamentali da attuare in caso di terremoto. E poi il piano individua le aree di allertamento e quelle di evacuazione. Le altre carte riguardano la viabilità e individuano le risorse che la protezione civile potrà utilizzare in funzione dei diversi gradi di emergenza. In caso di calamità la popolazione viene indirizzata verso aree di attesa e di ricovero. Spiccano campi scportivi come lo stadio Melani, il Frascari, il campo scuola e il Turchi. (f.a.)
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