Sicurezza
Da metà giugno “Porte aperte nei vivai”
Visite guidate il sabato, fino a ottobre, nelle aziende dell’Associazione in collaborazione col Consorzio Turistico
PISTOIA. Dopo il successo riportato dal festival “Dialoghi sull’Uomo” e in attesa del flusso che richiameranno, nel mese di luglio, Pistoia Blues e la Giostra dell’Orso, c’è un’altra carta vincente per il rilancio dell’iniziativa che mira a fare del turismo una nuova, importante risorsa per la città e il territorio: da metà giugno a ottobre i vivai si apriranno al pubblico.
Su proposta dell’Associazione Vivaisti Pistoiesi e in collaborazione con il Consorzio turistico Città di Pistoia, che raggruppa 90 aziende del settore socie di Confcommercio, tutti i sabati si potranno visitare le aziende che metteranno a disposizione guide e interpreti per i visitatori.
«Abbiamo scelto il periodo estivo – spiegano Marco Romiti ed Emanuele Begliomini, rispettivamente vicepresidente e direttore dell’Associazione Vivaisti – perché è quello che offre le piante in pieno rigoglio e con i colori più belli. Avremmo voluto estendere l’apertura al pubblico ad altri giorni della settimana, ma non è possibile: nelle aziende ci sono movimentazioni e lavorazioni che non consentono la presenza di estranei, per motivi di sicurezza».
Quanti i vivai visitabili?
«Stiamo raccogliendo le adesioni tra i nostri 200 soci che hanno aziende piccole, medie e grandi. Si va da quelle a conduzione familiare a quelle con centinaia di dipendenti. Ci auguriamo che ci sia la più ampia partecipazione per la massima promozione della cultura del verde. Per tempo comunicheremo l’elenco di questa iniziativa che potremmo chiamare “Porte aperte nei vivai”».
Come farete a pubblicizzare la proposta fuori Pistoia?
«Ci affidiamo alla collaborazione del Consorzio turistico, al suo sito e alla sua politica di comunicazione. Il visitatore potrà vedere tutto il ciclo del nostro settore: dalla produzione nelle piccole aziende a quelle delle medio-grandi che commercializzano nel mondo, dalla coltura in pieno campo al design dell’arte topiaria».
I vivaisti che si aprono alle esigenze della città e la città che scopre l’enorme opportunità che offrono le aziende del verde. Un altro segnale di un clima che sta cambiando nel rapporto tra vivaismo, amministrazioni e categorie, in passato caratterizzato da diffidenze reciproche?
«Da tempo siamo tirati per la giacca da tutte le parti, come dimostrano gli arredi che stiamo facendo in varie parti della provincia (per Miss Italia e il Giro a Montecatini, per le aiule qui a Pistoia, altri ancora). Il guaio è che i Comuni ci chiedono di lavorare gratis e non ce lo possiamo più permettere. Anche perché spesso le piante fornite sono in cattivo stato quando ci vengono restituite, perché non si è fatta corretta manutenzione. Ma siamo più che disponibili e pronti a dare il nostro apporto ad una seria politica di arredo urbano che davvero faccia di Pistoia e della provincia il comprensorio del verde per antonomasia. Notiamo negli amministratori una maggiore attenzione e più considerazione per la nostra attività e faremo volentieri la nostra parte, facendo prezzi di vero favore alle nostre città. Gratis però non possiamo più permetterci di lavorare».
Tra le nuove luci, qualche ombra: risulta che nessuno vi abbia consultato per l’arredo a verde intorno all’area del nuovo ospedale. L’impatto della struttura è davvero forte e impone una copertura a verde che mitighi la ferita inferta in un’area che semberebbe più vocata al vivaismo che non a costruzioni come quella. In altri Paesi europei si sarebbe gridato allo scandalo nel veder arrivare un complesso del genere accanto al giardino del centro sperimentale e alla banca del germoplasma che tutta Europa ci invidia.
«Non vogliamo entrare nel merito dell’impatto. Ma è vero che il nostro parere per l’arredo verde non è stato richiesto. Sia chiaro: non pretendiamo che siano le nostre aziende a fornire piante e lavoro, ma ci stupisce che nessuno abbia tenuto conto della possibilità di avere consulenze preziose sul tipo di piante da scegliere, su come impiantarle e come mantenerle. Consideri che il Centro sperimentale (Cespevi) si è messo a disposizione dei dottori fitopatologici dell’università e che con noi collabora il polo di scienze vivaistiche universitario che ha nel prof. Francesco Ferrini una delle più note autorità a livello mondiale. Se chi realizza il nuovo ospedale vuole approfittare delle nostre conoscenze siamo a disposizione».
Meglio è andata con il Comune per l’arredo del parcheggio Cellini in S. Agostino.
«Sì, metteremo a dimora 54 frassini di grandi dimensioni. L’operazione era prevista per la primavera, ma non è stato predisposto per tempo l’impianto di irrigazione necessario perché le piante non muoiano. Interverremo a novembre, quando il Comune avrà realizzato l’impianto: non è poi un gran male, l’autunno è il periodo migliore per mettere le piante a dimora».
Che cosa servirebbe perché il rapporto tra vivaisti, Comune e categorie divenisse permanente e produttivo?
«Scambi di opionione costanti, comprensione delle rispettive esigenze e fiducia reciproca. Aiuterebbe tutti un contatto più stretto e organico tra enti e vivaisti. Insieme potremmo più facilmente individuare come intervenire per l’arredo, la crescita della cultura del verde e il migliore utilizzo delle eccellenze di cui disponiamo. Colmando al tempo stesso le lacune e rimuovendo gli intralci burocratici che rendono difficile il nostro lavoro, anche nell’interesse delle città del territorio. Ci conforta la scelta del sindaco Samuele Bertinelli che, appena eletto, è venuto qui per confermare gli impegni presi nei confronti del nostro comparto. Su tutti il completamento dell’asse della strada dei vivai che collegherà direttamente al nuovo casello autostradale e il progetto di arredo urbano che migliorerà l’aspetto della città».
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