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Pistoia

Sulla porta forse tracce di benzina

Sulla porta forse tracce di benzina

Incendio alle Ville Sbertoli, proseguono gli accertamenti dei vigili del fuoco

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PISTOIA.

Sono andate avanti per tutta la notte di domenica e per l’intera giornata di ieri le operazioni di spegnimento dell’incendio che ha distrutto l’archivio dell’Asl 3, alle Ville Sbertoli. Con l’appoggio della ditta privata Palma, intervenuta con un apposito braccio meccanico, i vigili del fuoco sono stati soprattutto impegnati nella rimozione dall’interno dell’edificio – Villa Rossi, circa 1.500 metri quadrati) – delle tonnellate ancora fumanti di carta semicarbonizzata e intrisa d’acqua. Essenziale il fattore tempo, prima che il grande peso e il raffreddamento delle strutture portanti dell’edificio facciano crollare i solai, gravemente danneggiati dal calore.

Intanto, sul fronte delle indagini, i tecnici dei vigili del fuoco stanno cercando minuziosamente tracce degli eventuali inneschi utilizzati da chi, sicuramente in più punti contemporaneamente, sabato notte ha appiccato il fuoco. Ieri mattina particolare attenzione è stata rivolta alla porta dell’ingresso secondario dell’edificio, sulla quale ci sono tracce che potrebbero far pensare a del liquido infiammabile, forse benzina, versato sotto la soglia. Esaminato con cura e repertato anche il dispositivo che comandava l’apertura a distanza della porta.

Intanto, ieri mattina si sono recati sul luogo dell’incendio, e lo hanno fatto nuovamente nel pomeriggio, anche i dirigenti dell’Asl, per rendersi conto dello stato di avanzamento delle operazioni di spegnimento e di verifica da parte dei Vigili del fuoco, che stanno completando la rimozione dei documenti carbonizzati dalle fiamme. A tal proposito, l’azienda sanitaria ribadisce che si tratta soprattutto di scatoloni contenenti vecchie ricette con allegate prenotazioni effettuate ai Cup, ricette per farmaci e modelli per la richiesta di assistenza all’estero (ormai da tempo non più utilizzati e superati dall’attuale normativa), provvedimenti dirigenziali e delibere della direzione aziendale (negli anni già resi pubblici) e comunque assai risalenti nel tempo. Villa Rossi veniva, infatti, utilizzata per lo smistamento di documenti, la gran parte dei quali da destinare al macero o da inviare all’archivio di area vasta situato a Parma, e per lo stoccaggio di materiale in disuso (vecchie apparecchiature elettromedicali, letti, eccetera).

L’accesso all’interno dell’immobile, anche per motivi di sicurezza, è stato vietato agli stessi dirigenti della Asl, che potranno accertare lo stato di conservazione della documentazione non coinvolta nell’incendio solo dopo il dissequestro. (m.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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