Sicurezza
Spavento per il sisma, tutti fuori dai piani alti
Sopralluoghi in Comune e negli edifici pubblici, ma non sono inagibili. I tecnici degli enti locali ammettono che c’è molto da fare per la sicurezza
Sussulti, tremolii, poltroncine che sussultano, mobili che scricchiolano e lampadari che oscillano. E’ di nuovo psicosi terremoto, aggravata dalle immagini di lutti, sfollati e distruzione che giungono dalla vicina Emilia. A Pistoia e provincia non è successo niente, ma la paura è stata ed è tanta. Per due volte, soprattutto, la terra ha tremato forte, poco dopo le 9 del mattino e intorno alle 13. In molti uffici, specie ai piani alti, le scosse si sono avvertite parecchio e i dipendenti sono usciti per strada. Ma sono state soprattutto le scuole a sperimentare l’evacuazione, seppure temporanea, decisa dagli stessi dirigenti scolastici.
L’ufficio protezione civile con i tecnici comunali, ha effettuato sopralluoghi fin dai primi minuti successivi alla prima forte scossa, quella che nel Modenese ha toccato una magnitudo di 5.8 gradi Richter. «Mi sono sentito subito col vicequestore per monitorare la situazione della Questura – dice il responsabile della protezione civile, Angelo Biagini – ma non è stato riscontrato alcun problema: le crepe sono le stesse dell’altro giorno. Controllati anche tutti gli edifici che sappiamo più a rischio e le scuole». Dicevamo, in molte scuole di tutti i gradi ragazzi e personale insegnante e non, sono usciti per strada, facendo rientro diligentemente già nel corso della mattinata. Biagini tiene a precisare che il Comune di Pistoia ha ultimato le verifiche imposte dalla Regione sugli edifici pubblici e le scuole. «Dal punto di vista della cosiddetta “scheda 0” siamo a posto. Fabbricati da evacuare non ce ne sono e i pochi che c’erano, come la scuola delle Grazie e altri vecchi plessi, sono stati già dichiarati inagibili. Però questo non basta. Ora bisognerebbe passare a verifiche successive più mirate».
L’assessore provinciale all’edilizia scolastica, Mauro Mari, ammette che, sotto il profilo anti-sismico, Pistoia come il resto dell’Italia vicina all’anno zero. «Lo Stato con la legge 23 avrebbe dovuto mettere a disposizione ingenti risorse per gli accertamenti sui materiali e le strutture scolastiche – dice Mari – La cifra stanziata, almeno fino a 2014, per l’intera Italia è di 358 milioni, un’inezia rispetto al fabbisogno. E questo solo per monitorare le strutture, non per lavorarci e metterle a norma. Negli ultimi 10 anni la provincia di Pistoia ha speso moltissimo per gli edifici: adeguamento anti-incendio, impianti, barriere, infissi. Ma per rendere sicure le scuole dai terremoti non è stato fatto quasi niente. Il che non significa che con un sisma forte tutte le scuole crollerebbe, ma che avremmo danni in tanti edifici, i più nuovi dei quali risalgono agli anni 60-70 e quindi sono stati tutti realizzati prima delle leggi anti-sismiche, quello sì».
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