Gioco
Pezzo di intonaco cade addosso a un poliziotto
Sopralluogo dei tecnici comunali e dei vigili del fuoco per verificare la stabilità dell’edificio: evacuazione non necessaria. I sindacati minacciano denunce
PISTOIA. Più che altro un simbolo, l’ennesimo segnale di allarme dello stato di fatiscenza che affligge il vecchio palazzo di via Macallè che ospita la questura di Pistoia. Sì perché, considerato fuori dal contesto di precarietà generale dell’edificio, quel piccolo pezzo di soffitto, che ieri mattina è cascato addosso a un poliziotto impegnato nel suo lavoro a una scrivania dell’ufficio immigrazione, rimane quello che è: una porzione di circa tre centimetri per cinque fatta di gesso da intonaco e di mattone da solaio. Tuttavia, se sommato a crepe, avvallamenti nei pavimenti, muri scrostati e imbarcati, quel piccolo frammento che ha colpito la spalla del poliziotto assume le dimensioni di un macigno, persistendo soprattutto il blocco da parte del ministero per mancanza di fondi del trasferimento della Questura alle ex Breda, previsto inizialmente per settembre prossimo.
Per tale motivo, subito dopo l’incidente, i sindacati di polizia e del personale amministrativo hanno voluto rendere pubblico l’episodio per denunciare ancora una volta come la questura di Pistoia non ce la faccia ormai più: «Sta cadendo a pezzi ». Appena la scorsa settimana, i tecnici del Comune erano intervenuti per misurare l’entità dell’avvallamento che interessa il solaio del pavimento dei locali adibiti ad archivio: 3-4 millimetri ha sentenziato il laser. E ieri mattina sono dovuti tornare, assieme anche a quelli dei vigili del fuoco, per verificare la staticità dell’edificio: nessun bisogno di evacuazione, hanno detto alla fine.
Ma i sindacati protestano, e minacciano denunce: «Ci attendiamo e pretendiamo dagli organi competenti una giusta e corretta valutazione che non sia influenzata dalla necessità di prosecuzione dei servizi della questura ma che tenga conto che nella struttura quotidianamente operano professionisti per la sicurezza non votati all’inutile martirio, nonché cittadini che devono con sicurezza poter fruire dei servizi che la questura fornisce. L’omesso intervento comporterà il deferimento dei responsabili della sicurezza sui luoghi di lavoro alla competente autorità giudiziaria».
«Giova segnalare – aggiungono Sap, Coisp, Siap, Siulp e Silp – che per fortuna la parte distaccata ha soltanto sfiorato il capo di un dipendente intento a lavorare alla propria postazione».
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