Il Tirreno

Pistoia

L’Appennino pronto a lasciare

di Alessandro Sisi
L’Appennino pronto a lasciare

La società intenzionata a vendere il titolo e investire su una scuola-calcio per i ragazzi

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Un intero settore giovanile da far crescere con oltre 100 ragazzi e bambini da curare e osservare dentro un campo di calcio. Fine del rapporto con la società Psb di Pistoia e maggiore attenzione ai talenti in erba della montagna pistoiese. Questo l'ambizioso progetto che sta per prendere corpo a cura dell'Unione Calcio Appennino, che anche in questa stagione organizzerà il secondo Junior Camp sul terreno di gioco della "Ramoscina" di Gavinana, impianto di calcio gestito proprio all'Unione Appennino.

Il secondo campus prenderà il via il prossimo 26 giugno e terminerà verso la metà del mese di luglio, precisamente il giorno 28. Un mese intero per far divertire tutti i ragazzini della montagna che sgambetteranno sotto gli occhi esperti degli allenatori che gravitano nella società presieduta da Gustavo Reggiannini.

Ma le novità non finiscono qui e per gli amanti del pallone non sono buone. Dentro la dirigenza dell'Appennino Calcio c'è aria di smobilitazione e con la seconda salvezza conquistata nel giro di due anni nel prestigioso campionato di Promozione Toscana, è molto probabile che la formazione amaranto chiuda i battenti e sparisca dai tabellini e dalle classifiche toscane. Un campionato oneroso e quest'anno disputato tutto in esilio sul campo neutro di Montale, le gravi divergenze con l'amministrazione comunale di Ceccarelli che, secondo la società sportiva, poco ha fatto per mantenere la squadra al Pirandello di Ponte Sestaione. E ad onor del vero, anche le precedenti amministrazioni non è che si fossero impegnate molto.

Se l'Appennino sparisce dal mondo del calcio toscano, la montagna pistoiese perderebbe molto in termini di immagine anche perché sulle maglie della formazione montana ci sono gli stemmi dei quattro comuni, cioè di San Marcello, Cutigliano, Piteglio e Abetone. Ma da alcuni anni a questa parte, anche per colpa della grave crisi economica, gli enti si sono via via allontanati, defilati e hanno pian piano dimesso il contributo comunale. Tutto sarà deciso nella riunione di venerdi sera quando la dirigenza amaranto affronterà il problema. Merita davvero proseguire facendo le battaglie contro i mulini a vento? Una ipotesi ventilata potrebbe essere anche quella della fusione con un'altra società (nei mesi si è parlato del Montecatini). Oppure, terza e più probabile scelta, vendere il titolo di Promozione (forse alla vicina società dello Sporting Bagni di Lucca). «Abbiamo serie intenzioni di smettere con il calcio che conta e di ripartire da zero con il nostro settore giovanile – racconta Stefano Spinicci, direttore sportivo amaranto – se proseguire o meno in Promozione lo valuteremo con calma venerdi sera. Intanto però è deciso che organizzeremo il secondo Junior Camp a Gavinana, le nostre basi sono solide. Solo in montagna nessuno dà peso a quello che abbiamo fatto, agli sforzi economici e sportivi per rimanere in una categoria importante come la Promozione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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