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Ginetti, sciopero della fame fino al verdetto del Riesame

Ginetti, sciopero della fame fino al verdetto del Riesame

Ai domiciliari per presunte violenze durante le manifestazioni dei no-Tav, da diciotto giorni non tocca cibo. «Comincio a sentire la stanchezza»

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È deciso a resistere fino a dopodomani Antonio Ginetti, agli arresti domiciliari per le vicende delle manifestazioni contro la Tav. Da diciotto giorni fa lo sciopero della fame per protestare contro il diniego alla richiesta di poter uscire almeno per lavoro, ma domani ci sarà la sentenza del tribunale del Riesame, a cui ha presentato ricorso. E fino a domani Ginetti non intende mollare.

«Comincio a sentire la stanchezza - dice -. Mi limito a trascorrere buona parte della giornata sdraiato sul divano: lettura e... giro d'Italia. Le gambe le sento pesanti, ma ancora mi tengono in piedi, seppure un po’ meno. Ma non dovendo uscire di casa e non avendo da fare niente, poco cambia se invece di andare su e giù per le scale rimango molto sul divano. Il fisico sento che regge bene. Altri dolori per adesso non mi pare di sentirne. Giovedì mi pareva di aver capito che uno dei pm di fronte allo sciopero della fame avesse pensato di darmi un alleggerimento dei domiciliari. Ovviamente doveva parlarne con tutto il pool. Mi pare che abbiano deciso un bel niente. Ma sia chiaro che da loro a questo punto non voglio un bel niente: aspetto il Riesame».

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di Redazione web