La protesta
Albergo o negozi? Tante idee sul recupero
Tre anni fa il Comune promosse un “percorso partecipativo”, ma l’Asl preferisce vendere
PISTOIA. Sul destino delle Ville Sbertoli, è in corso da qualche anno un acceso dibattito. Nel 2009 la giunta Berti promosse un “percorso partecipativo”, puntando a un recupero che rispecchiasse il più possibile la volontà dei cittadini. Il sondaggio che ne seguì era inequivocabile: il 76% dei pistoiesi coinvolti ritenevano che le Ville fossero una risorsa ed un’opportunità, il 36% preferiva che restassero pubbliche e solo il 10% vorrebbe vendere l’area a privati. Si parlava, e in parte il Regolamento urbanistico bocciato a fine legislatura avallava queste ipotesi, di attività culturali e didattiche, un centro congressi, un ostello, piccoli esercizi commerciali. E prevedendo interventi edilizi centrati sul recupero e sul restauro, senza opere invasive realizzate ex novo.
Questa volontà si è però scontrata fin da subito con le diverse intenzioni dell’Asl 3, proprietaria del complesso. Il dimissionario direttore generale dell’Asl e Alessandro Scarafuggi, non faceva mistero di poter ricavare dalla vendita almeno una parte della cifra occorrente alla realizzazione del nuovo ospedale all’ex Campo di volo. L’Asl presentò un’osservazione al Regolamento urbanistico. Preferendo che fossero realizzate alle ville Sbertoli, o almeno in una parte consistente del complesso, opere tipo abitazioni private uffici e attività commerciali e un albergo.
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