Il Tirreno

Pistoia

Indotto, in sciopero i lavoratori Mep

di Tiziana Gori
Indotto, in sciopero i lavoratori Mep

52 dipendenti, in cassa integrazione da 3 anni, chiedono risposte dal titolare e un cambio di strategie da AnsaldoBreda

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PISTOIA. Quarantasette uomini e 5 donne, età media 30-35 anni. Sono in cassa integrazione ordinaria da tre anni, e adesso in azienda lavorano solo cinque di loro. Come migliaia di colleghi in provincia alle prese con l’affanno del mercato del lavoro, hanno famiglie a cui provvedere e conti da pagare. I dipendenti della Mep, azienda dell’indotto Breda specializzata in pannellistica, ieri hanno scioperato due ore davanti ai cancelli dello stabilimento di via Ciliegiole. Chiedono risposte e spiegazioni sul presente e l’immediato futuro della loro attività professionale: al giovane titolare Marco Iraldi, e ad AnsaldoBreda, loro principale cliente.

Al loro fianco i rappresentanti della segretaria Ugl Francesco Nebbia e Tiziano Fabbri. «Finora - è il commento dei due sindacalisti - la nostra organizzazione ha mantenuto un atteggiamento responsabile e corretto. Ma possiamo modificarlo se non c’è salvaguardia dei diritti dei lavoratori. Chiediamo al titolare della Mep di stare vicino ai suoi dipendenti, e ad AnsaldoBreda di cambiare politica. Vogliamo una politica che abbia un effetto di trascinamento - un volano - non che affossi definitivamente il lavoro».

L’Ugl parla di «una politica degli acquisti poco trasparente da parte di AnsaldoBreda», di lavoro mandato fuori e «a prezzi non convenienti». «Mentre qui i lavoratori hanno acquisito una professionalità riconosciuta».

«La Mep - spiega l’Rsu Enrico Cesarano, 28 anni - ha incorportato alcuni anni fa la Gtb di Montecatini, che si occupava di pannellistica. Nel tempo abbiamo acquisito tutte le certificazioni richieste per il ferroviario, dall’Iris all’Iso 9001. Forniamo un prodotto finito e certificato su pannellistica, incollaggio, impianti elettrici, monitoraggi meccanici, cablaggi elettrici e carpenteria leggera. Da tre anni - prosegue - è stata aperta la cassa integrazione a causa del continuo esaurirsi di commesse da parte delle aziende nostre clienti di cui AnsaldoBreda è la principale. Alcuni di noi, impegnati in lavori strettamenti connessi con essa, hanno lavorato solo 6-7 mesi in tre anni. L’azienda non riesce ad anticipare la cassa integrazione per mancanza di fondi, lo stipendio arriva in ritardo ed è ormai evidente l’esaurimento delle commesse».

I lavoratori hanno collaborato alla stesura di un comunicato: «Ognuno di noi - vi è scritto - sta cercando di affrontare questa situazione nella maniera più dignitosa possibile, siamo consapevoli del difficile momento attraversato da AnsaldoBreda, che mette in ginocchio la Mep, perché in primo luogo sono colpite le aziende dell’indotto specializzate nelle lavorazioni ferroviarie. Non vogliamo però essere solo un punto, un numero, un elemento dell’insieme. Vogliamo e pretendiamo che la Mep ci dimostri il rispetto che meritiamo per il lavoro che facciamo , poiché è anche grazie a questo che oggi ha raggiunto la professionalità che può vantare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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