Sicurezza
Ai raggi x il bilancio in rosso del 2010
La spiegazione dell’Asl: «Perdite per adeguarsi ai parametri regionali». Lunedì Scarafuggi sarà interrogato a Massa
PISTOIA. Alessandro Scarafuggi, da ieri direttore generale dimissionario dell’Asl di Pistoia, sarà interrogato lunedì a Massa nell’ambito dell’inchiesta sul gigantesco buco di bilancio dell’Asl 1. Scarafuggi, da mercoledì agli arresti domiciliari, è stato alla guida dell’Asl massese dal 2002 al 2007 e oggi deve rispondere del reato di falso in atto pubblico, insieme al suo successore, Antonio Delvino, e al direttore amministrativo Ermanno Giannetti (accusato anche di peculato). Oltre a difendersi dalle accuse per la vicenda massese, Scarafuggi parlerà probabilmente anche della situazione all’Asl di Pistoia, delle ombre sul bilancio dell’azienda di via Pertini che emergono dall’ordinanza del Gip Giuseppe Laghezza.
«Io non riesco a certificare il 2010 perché ci avrei un impatto di almeno venti milioni» sono le parole di Scarafuggi al telefono il 1º dicembre 2010 con un professionista che si occupava allora dei bilanci dell’azienda pistoiese (ed estraneo alla vicenda). Parole sospette, secondo il Gip, che cita la telefonata nella sua ordinanza, tanto da contribuire a giustificare gli arresti domiciliari.
Ma di cosa stava parlando Scarafuggi durante quella telefonata del dicembre 2010? Di maneggi poco chiari? Gli atti pubblici a disposizione aiutano a dare una risposta e, per il momento, raccontano un’altra storia.
Il bilancio 2010 dell’Asl 3 è stato chiuso con un disavanzo di quasi 24 milioni di euro. Almeno 8 di quei 24 milioni sono frutto dell’adeguamento del bilancio ai parametri regionali, un adeguamento reso necessario proprio dalla decisione della Regione di far certificare il bilancio. In particolare, l’adeguamento impose di cancellare numerosi residui attivi non più esigibili e di ricalcolare gli ammortamenti del patrimonio in base a dei tempi di ammortamento molto più brevi di quelli che si usavano di solito all’Asl pistoiese.
Il bilancio 2010, poi, non fu sottoposto alla certificazione, ma la “pulizia” delle poste contabili ha consentito all’azienda pistoiese di mettersi in linea con le consorelle regionali. Uno sforzo fatto una volta per tutte, che non si ripeterà nelle prossime gestioni. Una circostanza sottolineata anche dall’ormai ex assessore regionale Daniela Scaramuccia nell’approvare i bilanci delle Asl toscane. «L’azienda sanitaria 3 di Pistoia – si legge nel comunicato ufficiale – ha avviato un particolare percorso per la certificazione, che ha comportato la revisione del patrimonio che, pur peggiorando il risultato d’esercizio 2010, consentirà la certificazione dello stato patrimoniale del 2011».
Il prezzo da pagare, però, è stato un “buco” colossale (24 milioni di euro, appunto) nei conti 2010. Appare quantomeno logico, allora, che Scarafuggi si adoperasse per rinviare la scadenza.
Ma le sue preoccupazioni erano solo queste? Oppure la volontà di evitare la certificazione del bilancio nascondeva altre preoccupazioni, magari meno confessabili?
Domande alle quali ovviamente toccherà rispondere ai magistrati massesi. I quali, peraltro, qualche sospetto ce l’hanno, visto che a volere direttore amministrativo dell’Asl di Massa il principale imputato dell’inchiesta, cioé Ermanno Giannetti, è stato proprio Scarafuggi . E che poi quest’ultimo ha approvato ben quattro bilanci d’esercizio infarciti di perdite occulte e non rilevate, pari – stima l’ordinanza del Gip – a 60 milioni di euro.
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