Il Tirreno

Pistoia

Turisti prigionieri del caos dei cartelli

di Luca Giuntini
Turisti prigionieri del caos dei cartelli

Mancano segnali fondamentali che guidino i visitatori, in compenso ci sono indicazioni inutili ed altre del tutto sbagliate

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PISTOIA. È una città, questa, che aguzza l'ingegno e mette alla prova il senso dell'orientamento dei turisti. Perché tra cartelli più o meno invisibili o che indicano la direzione sbagliata e indicazioni che portano a chiese, musei e punti informazione chiusi da anni, raggiungere i monumenti pistoiesi diventa un'impresa.

A piedi. Meglio dotarsi di una cartina turistica e costruirsi il proprio itinerario da soli che seguire i cartelli collocati in città. Eppure in un centro storico percorribile in poco tempo da una parte all'altra basterebbero poche indicazioni, ben disposte, per tracciare la strada ai turisti.

I più numerosi sono quelli che indicano un fantomatico "primo e secondo itinerario per la visita dei monumenti": il primo itinerario compare all'improvviso in piazza dell'ospedale vecchio, interrompendo il secondo itinerario che parte, non si sa in base a quale logica, in piazza San Francesco, passa per via Sant'Andrea e ricompare, senza alcuna segnalazione intermedia, accanto a Palazzo San Mercuriale, indicando piazza Duomo. Il primo itinerario porta invece in direzione della Fortezza Santa Barbara.

Altro cartello turistico tra i più presenti è quello che porta al Museo diocesano e Palazzo Rospigliosi: entrambi chiusi per restauro.

Curiose anche le frecce che indicano la strada per alcune chiese: oltre ad essere piccole, sono spesso collocate molto in alto, e in alcuni casi, anche parzialmente oscurate da altri cartelli, insegne dei negozi o da cavi elettrici e grondaie. Una di queste frecce, all'incrocio tra via Pacini e via Tomba di Catilina, indica la chiesa di San Salvatore: sempre che il turista riesca a vederla tra la selva di macchine parcheggiate sulla ripa e sul sagrato, la chiesa non è comunque visitabile. Il portone è chiuso con un lucchetto.

Anche arrivare a Palazzo Fabroni non è facile: scendendo l'Arca ci sono alcune segnalazioni difficili da scorgere, posizionate come sono tra la selva di altre indicazioni presenti. Un'altra indicazione si trova alla rotonda tra viale Arcadia e la Fortezza: indica viale Arcadia ma poi se ne perdono le tracce. I cartelli per il museo tornano a fare capolino in centro: in via De' Rossi, scendendo da piazza Spirito Santo, portano all'ingresso di via Sant'Andrea. In via delle Belle (dove c'è la sede della Guardia Forestale) il cartello indica invece l'ingresso al museo da via Santa. Ma da quella parte l'ingresso al museo è chiuso. Altro cartello per Palazzo Fabroni in piazza del Carmine: qui, addirittura, l'indicazione punta non verso il museo ma verso la chiesa del Carmine.

Chi arriva in autobus. Il parcheggio riservato agli autobus turistici è nella zona dello stadio Melani, accanto alla pista di atletica. A indicarlo c'è un cartello giallo: "Touristic bus. Parking area". Peccato che tale indicazione non venga riportata all'uscita del casello autostradale, tantomeno sul raccordo.

Il primo cartello con l'indicazione del parcheggio si trova alla rotonda all'incrocio con via di Valdibrana: circa 5 chilometri di distanza dall'uscita autostradale. Nell'altra direzione, il cartello giallo per il parcheggio degli autobus fa capolino alla rotonda di Porta San Marco e alla rotonda di viale Italia dove si trova la stazione dei carabinieri.

Pur considerando che, trattandosi di un autobus turistico, insieme al gruppo sia presente una guida che conosce la città, la mancanza di segnaletica non può essere una scusante. Dal parcheggio dello stadio inoltre, non c'è nessuna indicazione per il centro storico. La prima si trova all'incrocio con viale Matteotti, 600 metri più avanti, per scomparire di nuovo in piazza del Carmine.

Chi arriva in treno. Dalla stazione ferroviaria il centro storico dista circa 500 metri. Poco, ma la distanza diventa difficile da colmare senza alcun cartello che indichi in che direzione il centro, cioè lo scrigno che contiene la maggior parte delle cose da vedere, si trovi. Il turista deve lavorare di immaginazione e avere uno spiccato senso dell'orientamento.

La prima indicazione per piazza Duomo si trova infatti solo in largo Treviso, in alto, sull'edificio della Banca di Pistoia. Se il turista non la vede, la speranza è che continui a camminare a dritto per inerzia, fino ad arrivare sul Globo dove comunque, anche qui, non ci sono indicazioni per la pur vicinissima piazza Duomo.

L'unica indicazione turistica è quella per Abetone e Modena. In alto, sopra il negozio di ottica…

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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