La protesta
La Ximenes verso il crac impiantisti in allarme
«La società ha 15 giorni per pagare il leasing, intervengano Regione o Fidi» Da lunedì sono scattati cassa integrazione e riduzioni d’orario per i dipendenti
ABETONE. Una situazione sull'orlo del baratro quella delineata nell'incontro fra enti ed impiantisti del Sistema neve toscano convocato mercoledì dal presidente di Uncem Oreste Giurlani. Ad Abetone, come in altre località della montagna toscana, gli impianti sono ad un pelo dal default per mancanza di liquidità. «Alcune società stanno chiudendo – ha dichiarato il sindaco Danti – lo abbiamo detto ad alta voce, ma sinora alcun ente tranne la Regione ha recepito il problema. Ad Abetone le imprese hanno le ore di vita contate. La burocrazia ha tempi lunghi ma, se non si trova in fretta un po' di liquidità, si chiude davvero senza possibilità di riapertura. La società Ximenes (pubblico-privata, nata per gestire l’impianto Regine - Selletta) deve pagare 4 rate leasing entro 15 giorni, altrimenti i creditori mettono le mani sull'impianto. La Slittovia Abetone ha gli stessi problemi e molte società come laTuristica, o la Val di Luce hanno fideiussioni sulla Ximenes. È come una catena: se fallisce un impianto, gli altri seguono a ruota».
Lo scenario è sconcertante. «Gli impianti producono il 15-20% del reddito sull'Appennino pistoiese, ma se si considera l'indotto lungo le direttrici del Brennero e 66 Pistoiese si arriva all'80%. Gli impianti portano anche turismo verde. 3-4mila posti di lavoro sono a rischio». L'allarme non è un "al lupo al lupo": ci sono già i primi fatti concreti. «Da lunedì alcune società hanno messo i propri dipendenti in cassa integrazione ed altre hanno ridotto l'orario – spiega il presidente di Anef Toscana Andrea Formento – si rischia di non aprire gli impianti in estate e l'incertezza sull'inverno 2012/2013 inibisce la prevendita degli skipass. Sulla montagna pistoiese non ci sono alternative al turismo ed il bianco è trainante. Nel 1975 la Regione investì nel comparto 700 milioni di lire che hanno reso miliardi di reddito per tutta la montagna. Le società hanno gestione attiva e, se si potesse fare altrettanto, il sistema ripartirebbe».
Due gli interventi ipotizzati con l'aiuto della Regione. Il reperimento, tramite fondo di rotazione o Fidi Toscana, di 1-2milioni di euro liquidi consentirebbe il pagamento dei leasing. Per ammortizzare i pesanti mutui resta valida la proposta di costituire un consorzio pubblico-privato con 20milioni di euro conferiti dalla Regione. Il presidente della Comunità Montana Carluccio Ceccarelli convocherà presto un tavolo per ricomporre i conflitti sorti all'interno della giunta, mentre la Regione farà in modo di non soffocare gli altri comuni montani con una gestione equa del fondo della montagna. Certo, se gli impianti dovessero fallire, poco senso avrebbe investire i 2 milioni di finanziamenti di recente concessi ad Abetone per parcheggi, innevamento e battipista.
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