Sicurezza
Ai dirigenti premi sempre più alti
In quattro anni un incremento del 30%. Pistoia Futura: «Dal 2007 tutti impoveriti, tranne loro»
PISTOIA. I premi di produttività dei dirigenti pubblici sono uno schiaffo all’austerità. Ne sono convinti i consiglieri Alessio Bartolomei e Salvatore Patanè di Pistoia Futura- Fli-Udc, che analizzano le retribuzioni di risultato dei dirigenti comunali degli ultimi cinque anni per concludere che «in un periodo di crisi senza precedenti, con un impoverimento generale che tocca imprenditori, liberi professionisti e dipendenti, ai quali sono stati bloccati gli stipendi da tre anni, sono gli unici lavoratori ad essersi progressivamente arricchiti come se nulla fosse e non conoscere la crisi. Una vera e propria casta».
Le retribuzioni di risultato. Come dice la parola, sono i premi che vengono assegnati ai dirigenti sulla base dei risultati raggiunti. Previsti dal contratto, vengono però modulati e decisi da una commissione di valutazione. Questi premi, si aggiungono allo stipendio base e ad un ulteriore incentivo di posizione che deriva dalla complessità dell’ufficio, numero di dipendenti e altri fattori. Nel Comune di Pistoia i dirigenti sono attualmente 16, erano 17 nel 2010 e 19 nei due anni precedenti.
In tre anni un incremento del 30% dei premi. L’accusa di Bartolomei e Patanè nasce dalla lettura dei prospetti delle retribuzioni di risultato: nel 2007 il Comune ha speso 164.798 euro, con una media a dirigente di 8.673 euro. Nel 2008 c’è stato un lieve calo: 149.840. Dopodiché, l’aumento è stato costante per due anni: 174.030 euro nel 2009 (10.237 euro a testa) e 220.305 euro nel 2010 (12.958 euro a testa). Infine, nel 2011 c’è stato un lieve calo, 202.178 euro (12.636 a testa), ma solo perché due dirigenti hanno lavorato rispettivamente tre e due mesi (incassando comunque oltre 2mila euro di premio.
«E i risultati dove sono?» E’ la domanda che Futuro e Libertà rivolge soprattutto ai politici. «Non ce l’abbiamo con le persone, ma con la politica che non fa niente per impedire questa vera e propria ingiustizia da paese totalitario, in cui chi dirige il Paese prosperano sulla pelle dei sottoposti. E quali mai saranno i risultati ottenuti da giustificare un incremento costante dei premi? Probabilmente il lavoro dei dirigenti è anche diminuito rispetto al 2006, visto che oggi le pratiche viaggiano on line e i lavori pubblici sono quasi fermi».
Un’anagrafe degli obiettivi raggiunti. La proposta di Salvatore Patanè, come operazione trasparenza, è quella di istituire un’anagrafe degli obiettivi raggiunti dai dirigenti: «I cittadini hanno diritto di sapere cosa è stato fatto, quali sono i vantaggi e il ritorno per loro. Ci vuole un riscontro, altrimenti si ha davvero la sensazione di trovarsi di fronte a categorie privilegiate».
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