Il dolore
Tensione e facce scure negli uffici Asl
Riunione d’urgenza dopo la notizia dell’arresto di Scarafuggi. Il direttore amministrativo: «Nervi saldi e lavoriamo»
PISTOIA. Un fatto «contingente e bruttissimo da un punto di vista umano, che non deve però gravare sull’Azienda sanitaria locale pistoiese». L’ha ripetuto più volte, Stefano Simonetti, direttore amministrativo e facente funzioni in assenza del direttore generale, ai dipendenti di più alto grado e agli amministrativi dell’azienda convocati d’urgenza nella sala riunioni della sede Asl di via Pertini, subito dopo la diffusione della notizia che il direttore generale Alessandro Scarafuggi è agli arresti domiciliari per la vicenda del “buco” di bilancio all’Asl 1 di Massa.
«Nervi saldi e pensiero rivolto al lavoro – raccomanda Simonetti –nessun gossip che possa alimentare il mare di parole che inevitabilmente porterà con sè questa vicenda».
L’uragano giudiziario nato dalle indagini sul buco in bilancio di 224 milioni di euro della Asl 1 di Massa, si è concretizzato ieri mattina in tre misure di custodia cautelare: una in carcere per Ermanno Giannetti, ex direttore amministrativo della Asl 1, e due ai dimociliari per Vito Antonio Delvino, ex direttore generale della Asl e Alessandro Scarafuggi, che di Massa è stato direttore generale dal 2002 al 2007. Denunciate altre 11 persone. Per Delvino e Scarafuggi l’accusa sarebbe di falso in atto pubblico.
Simonetti ha chiesto – già ieri pomeriggio alla presentazione del nuovo assessore regionale alla sanità, Luigi Marroni (che sostituisce la dimissionaria Daniela Scaramuccia) – soluzioni veloci per Pistoia. In ballo c’è la costruzione del nuovo ospedale, e la gestione di un’Azienda sanitaria locale gravata da problemi pesanti.
I massimi dirigenti pistoiesi hanno saputo dell’arresto di Scarafuggi ieri mattina poco dopo le otto, quando sono stati chiamati da un funzionario dell’assessorato regionale alla sanità. Per le 11.30, Stefano Simonetti, direttore amministrativo e sostituto naturale del direttore generale nei periodi di ferie o malattia, ha convocato la riunione d’urgenza con i dirigenti.
C’erano tensione e facce scure in via Pertini. Anche molta incertezza nei volti di sanitari e impiegati. Simonetti ha invitato tutti alla calma e ha ricordato che «Pistoia è estranea alla vicenda». Un concetto che ripete anche alla stampa.
«Solidarietà a Scarafuggi. Riteniamo che si tratti di un fatto contingente e temporaneo. Se non sussisteranno a lungo, come crediamo e speriamo, le condizioni per la custodia cautelare, entro pochi giorni potremmo rivedere Scarafuggi in azienda». Detto questo, «la vicenda è dolorosa per l’uomo, ma la città e l’Azienda sanitaria ne sono totalmente al di fuori». «Che nessuno – ha messo in guardia – si permetta di mettere in connessione le sofferenze della Asl3 con la questione dolorosissima del dottor Scarafuggi».
Simonetti invita i dipendenti « a dare dimostrazione di serenità lavorando con impegno». Aprire e chiudere potrebbero essere le due parole chiave per convincere tutti alla serenità: c’è da aprire un nuovo ospedale e chiudere un bilancio, ricorda.
In via Pertini, tra chi lavora a contatto pressoché quotidiano con il direttore generale, si sostiene che, dopo un periodo di preoccupazione, nelle ultime settimane Scarafuggi sembrava aver trovato una certa tranquillità in merito alle indagini sul buco alla Asl di Massa. La misura cautelare ai domiciliari è piombata nelle stanze di via Pertini come un meteorite . Ma Pistoia, è il pensiero che parzialmente rassicura, non è coinvolta .
Servizi alle pagine 2,3 e 5
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