Sicurezza
«Psichiatria, riorganizzazione sbagliata»
I sindacati replicano alle associazioni dei familiari, favorevoli all’apertura festiva del Centro
PISTOIA. Continua il dibattito sul progetto di riorganizzazione dei servizi del dipartimento di salute mentale dell’Asl 3. Una delle principali novità previste è l’apertura del Centro di igiene mentale di Pistoia anche nei giorni festivi. Novità appoggiata dalle associazioni che operano nel settore (Oltre l’Orizzonte, Solidarietà e Rinnovamento, Albatros, Bellamente) ma duramente contrastata dai sindacati medici Cgil, Cisl, Uil e Fials. I quali, dopo la presa di posizione delle quattro associazioni, tornano sull’argomento ribadendo le loro ragioni. A parere dei sindacati l’innovazione «se nelle premesse vorrebbe essere di maggior vicinanza e sostegno ai bisogni del malato mentale, nei fatti si viene a ritorcere proprio contro questi pazienti».
Gli operatori dell’unità Salute mentale dell’Asl sottolineano di non essere contrari di per séal cambiamento; anzi, riconoscono «le gravi carenze insite nel sistema attuale e sono prontissimi a modificarlo purchè nella logica di reali efficacia-efficienza, non sulla base di autoreferenziali prese di posizione che arrivano a ignorare l’evidenza dei fatti».
«Per quello che è lo stato dell’arte – si osserva – l’apertura del Centro salute mentale nei festivi corrisponde tout-court alla manicomializzazione del territorio: i pazienti si recheranno agli ambulatori anche nei giorni di festa per tornare a trovarvi, come nel recente passato, solo una soluzione asilare alle proprie problematiche... Non accadrà che, per facilitare l'accesso alla domenica, si verranno a creare disservizi per tutto il resto della settimana?».
Secondo i sindacati dei medici, il problema è invece soprattutto la mancanza di una guardia medica attiva durante la notte nel reparto di psichiatria del Ceppo. «Da anni, tutte le categorie sindacali mediche sollevano i rischi connessi all’assenza notturna della figura medica nel reparto pistoiese di Psichiatria e sfugge, pertanto, perché non si provveda seduta stante ad istituire la guardia attiva (presente in tutte le altre Asl del territorio nazionale)».
La nota si conclude chiedendo alle associazioni «un confronto diretto e corretto con chi quotidianamente, insieme a loro, si trova a gestire problematiche estremamente complesse».
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