Sicurezza
«In quei viaggi persone con ruoli pubblici pesanti»
La testimonianza dell’ex leader serravallino del centrodestra Alessio Gargini, che, 10 anni fa, partecipò a una delle “gite culturali” di Pistoiambiente
SERRAVALLE. «Le gite iniziarono sotto la presidenza di Renzo Bardelli e continuarono con Roberto Talini, fino all'insediamento di Alfio Fedi (presidente in carica di Pistoiambiente) che decise di non riconfermare le iniziative». Il sindaco Patrizio Mungai riassume così i dieci anni di “viaggi culturali” offerti a lui e ad altri amministratori serravallini, ma non solo, dai gestori della discarica del Cassero.
«Lo scopo - continua - era quello di creare un rapporto tra la società e il territorio locale. Era un'impostazione aziendale, niente di più. Il controllo sulla struttura - precisa inoltre -non è stato mai messo in discussione. Ho dato tutto in mano ai miei avvocati: valuteranno se ci sono gli estremi per fermare questo accanimento».
Il primo cittadino non aggiunge altro sulla questione. Il caso delle gite turistiche però, sollevato a inizio maggio dal neo eletto consigliere d'opposizione Gianni Manigrasso, non coinvolge soltanto l'attuale sindaco di Serravalle.
Diversi politici, di maggioranza e di opposizione, avrebbero accettato gli inviti di Pistoiambiente per oltre un decennio, fino all'interruzione dei viaggi sotto la presidenza Fedi. L'ultima vacanza risale all'aprile di due anni fa, quando Mungai, accompagnato dal sindaco Renzo Mochi e da un funzionario comunale, insieme alle rispettive mogli, partì alla volta di Madrid. Secondo Mungai quei viaggi non rappresentano nessun problema e sono del tutto innocenti. Manigrasso, invece, intravede il rischio che le funzioni di controllo sulla gestione della discarica e di tutela nei confronti della cittadinanza possano essere state influenzate dalle gite pagate a sindaci, assessori e consiglieri proprio dal gestore dell'impianto.
La pensa così anche lo storico leader del centrodestra Alessio Gargini. Chespiega che sui pullman noleggiati da Pistoiambiente hanno viaggiato «persone con un ruolo pubblico ben preciso. Rimasi male nel vedere che molti dei partecipanti erano coinvolti e interessati al discorso "discarica"».
L'ex capogruppo della Casa delle libertà dichiara di aver partecipato a un solo viaggio, ormai 10 anni fa, alla volta del Museo Egizio di Torino.
«Credevo che fosse una gita per la cittadinanza, un'escursione culturale. Ero stato invitato a titolo personale, non politico, e pensavo che ci fosse gente del paese. Nello stesso giorno mi dimisi dalla presidenza del comitato di controllo della discarica denunciando alcune carenze gestionali. Quest'unica partecipazione non ha influito sui miei doveri. Accettare l'invito è eticamente discutibile ma il mio ruolo - sottolinea - era ben diverso da quello di molti altri partecipanti. Quando salii sul pullman mi meravigliai di certe situazioni».
Federico Gorbi di Serravalle Futura intanto annuncia richieste di chiarezza a tutto tondo sul presunto malcostume locale denunciato da Manigrasso. «Non ci sono solo le gite - spiega - Vogliamo fare il punto anche su certi acquisti fatti dal Comune a prezzi apparentemente esagerati e sui gemellaggi in Austria e Francia. L'ospitalità è sacra e dev' essere mantenuta ma bisogna anche capire cosa rientra in questa etichetta e cosa no».
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