Gioco
Conservatorio in vendita la fondazione si arrende
Il presidente: «Asl e Comune non hanno soldi per acquistare l’immobile» Ma per il sindaco Cormio non è detta l’ultima parola: «Confidiamo nella Regione»
MARCELLO. Il Conservatorio di Santa Caterina è in vendita. Sede in origine di un convento e trasformato in conservatorio in epoca leopoldina, lo storico edificio è da tempo nell'occhio del ciclone per il pessimo stato di conservazione. Dopo le speranze per un recupero alla fruizione dei cittadini, il recente epilogo va in tutt'altra direzione.
Il presidente della Fondazione Santa Caterina Sauro Romagnani, visto il fallimento delle trattative coi soggetti pubblici, comunica in una nota scritta la decisione di procedere con la vendita a privati. Azione che la fondazione può espletare in forza del riconoscimento ottenuto nel 2009. «Il Consiglio d'indirizzo – si legge nella nota – preso atto, nella riunione del 17 maggio, dell'esito della lunga trattativa col comune di San Marcello e con l'Ausl 3 di Pistoia per la cessione di porzioni di fabbricato, ha deciso di valutare la possibilità di porre in vendita, a chiunque sarà interessato, una parte del proprio patrimonio immobiliare».
«La decisione viene a malincuore, ma non c'è soluzione – spiega Romagnani – abbiamo dato un ultimatum alla Asl 3 la quale, con lettera del 26 aprile 2012, ha risposto che l'attuale situazione economico-finanziaria non consente alcun acquisto immobiliare, situazione che potrebbe variare solo qualora pervenissero specifici finanziamenti».
Anche le trattative col Comune, che detiene in comodato d'uso la porzione già sede dell'Apt, non erano andate in porto. «Con lettera del 4 aprile 2011 - prosegue la nota- l'amministrazione mostrava interesse per una parte dei locali, ma ribadiva la mancata disponibilità di risorse per un acquisto o ristrutturazione. Termina quindi il progetto, perseguito in questi anni dalla Fondazione, di destinare l'edificio ad usi pubblici: trasferirvi la biblioteca o un archivio, realizzarvi strutture ospedaliere o riunire i servizi dislocati in via Roma a quelli ospedalieri».
In caso di cessione ad un privato, che comunque non concerne la chiesa ed una porzione che rimarrebbe alla fondazione, l'interesse perseguito sarebbe utilitario e, fatti salvi i vincoli del nuovo piano regolatore, potrebbe sorgervi anche un albergo o un ristorante. Ma, sentito il neosindaco Silvia Cormio, non è ancora detta l'ultima parola. «Già in campagna elettorale annunciai che mi sarei mossa per risolvere la questione conservatorio – spiega Cormio – l'edificio ha un grande valore artistico ma, nelle attuali condizioni, è una ferita aperta nel centro storico del paese. Sembra che la Regione abbia ancora un certo interesse all'acquisto dell'edificio, vista l'adiacenza all'ospedale. Cercheremo di riallacciare rapporti con la Regione».
«L'acquisto – conclude il sindaco Cormio – potrebbe muovere un meccanismo virtuoso con la fondazione verso la ristrutturazione dell'edificio. Se rimarrà in mano pubblica, il Comune potrà riservarsi uno spazio proprio da adibire ad archivio o sala conferenze».
Sindaco cautamente ottimista, ma una prima gatta da pelare appena qualche giorno dopo l’insediamento della nuova giunta.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
