Italia
«Breda, garanzie su occupati e indotto»
Le condizioni dell’ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi per la vendita del gruppo ferroviario. «Segnali di svolta nella gestione»
Anche con il nuovo assetto proprietario, AnsaldoBreda potrà continuare a crescere. Ai potenziali acquirenti Finmeccanica ha posto tre condizioni: mantenere in Italia la “testa” ingegneristica ed industriale; mantenere i livelli occupazionali; salvaguardare l’indotto qualificato. Lo ha detto Giuseppe Orsi, amministratore delegato di Finmeccanica (azionista unico di AnsaldoBreda con il 100% del capitale)l’11 maggio scorso ad una assemblea dei dirigenti della finanziaria.
Insieme alla conferma della volontà di vendere, quindi, Orsi spiega che chi vorrà comprare AnsaldoBreda (e le altre aziende del “civile” Finmeccanica, vale a dire Ansaldo Sts e Ansaldo Energia) non potrà depotenziarle o smantellarle a suo piacimento. Come viceversa si è sempre temuto, a Pistoia, fin da quando – l’estate scorsa – la volontà di cedere il gruppo ferroviario pistoiese-napoletano è stata avanzata per la prima volta dal manager pubblico. Sindacati, partiti e istituzioni hanno subito scelto di schierarsi (con poche eccezioni) contro l’ipotesi di una vendita, proprio paventando il rischio di un progressivo abbandono del presidio industriale rappresentanto dallo stabilimento di via Ciliegiole. Ultimo, pochi giorni prima del voto, è stato il segretario Pd Pierluigi Bersani a ribadire il “no” alla cessione di AnsaldoBreda.
Al momento l’unico candidato all’acquisto è il gruppo giapponese Hitachi, che – secondo fonti sindacali – ha appena concluso l’ispezione approfondita dei siti produttivi e dei libri contabili di AnsaldoBreda, per cui entro giugno dovrebbe essere in grado di formulare la sua offerta di acquisto.
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