Il dolore
Multa di 5.000 euro all’Orange
Durante un concerto nel club anche clienti senza tessera. Il titolare protesta, annullata una iniziativa
PISTOIA. Un controllo particolarmente ferreo durante uno degli ultimi concerti, qualche domanda fatta qua e là agli avventori fuori dal locale e la pesante mannaia finale: una multa di 5.000 euro da pagare.
E’ la situazione nella quale si è venuto a trovare l’Orange Jazz Club di piazza della Sapienza, uno dei locali più di tendenza del centro cittadino che ogni settimana propone un ricco programma di avvenimenti, tutti ovviamente legati al jazz ma non solo.
Perché una sanzione così elevata? Nelle scorse settimane, durante il concerto di Alessandro Benvenuti, si sono presentati dei vigili urbani per effettuare dei controlli su chi era presente all’interno del locale. In quanto circolo, infatti, dentro ci possono stare soltanto persone che hanno una regolare tessera di appartenenza.
«La risposta di chi controllava – spiega Leonardo Cecconi, uno dei soci fondatori dell’Orange Jazz Club – è che, all’esterno, non hanno trovato nessuno che non era tesserato ma, fra queste persone, alcuni hanno detto che i proprietari avevano fatto firmare loro il modulo di iscrizione senza però vedersi subito consegnare la tessera. Questa è una cosa normale, perché nel momento in cui uno richiede l’iscrizione, passa comunque un minimo lasso di tempo per avere la tessera in tasca. Per questo motivo ci siamo trovati con una multa da 5.000 euro da pagare, anche se ovviamente è contestabile».
Inoltre, nella stessa serata dei controlli, il concerto di Benvenuti, nonostante fosse in un circolo privato, è stato dichiarato evento pubblico in quanto all’ingresso si pagava ed è stato fatto l’avvertimento che, al ripetersi di un altro evento simile, i vigili sarebbero tornati a verificare se ci fossero state irregolarità oppure no. Da qui, per evitare ulteriori rischi, la decisione dei proprietari di annullare il concerto di domani sera con Federico Fiumani, anch’esso a pagamento.
«Siamo stati a discutere per diverse ore con queste persone – continua Cecconi – ma non capisco davvero quello che ci contestano: basta prendere la nostra programmazione e vedranno che in un anno e mezzo di attività ogni weekend, abbiamo fatto al massimo 10 concerti a pagamento».
«Per ora abbiamo preso questa decisione di annullare il concerto – conclude Cecconi – e, per noi, rappresenta un danno evidente assieme ai 5.000 euro di multa.
Ho parlato anche con la neo-assessore alle attività produttive Elena Becheri per esporgli il problema, ma di una cosa siamo certi: non sono queste le scelte che incoraggiano le persone ad investire nel rilancio del centro cittadino e ad avere una attività di pubblica utilità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
